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Carnevale 2026, gli eventi in tutta Italia da Venezia a Mamoiada

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Febbraio 2026 è particolarmente affollato: tra Olimpiadi, la settimana di Sanremo e il weekend di San Valentino. Non scordiamo però uno dei momenti più amati in Italia: il Carnevale! Dalla Battaglia delle Arance a Ivrea alle eleganti maschere di Venezia fino agli spaventosi Mamuthones sardi, il folklore italiano del Carnevale non ha rivali, ed è pronto per accogliere turisti e curiosi alla scoperta di riti e tradizioni antichissime.

Carnevale 2026, le date

Quando cadrà Carnevale nel 2026? Il 12 febbraio sarà Giovedì Grasso, la domenica principale del Carnevale è il 15 febbraio per poi arrivare al 17 febbraio, Martedì Grasso, che porrà fine ai festeggiamenti per prepararsi al mercoledì delle Ceneri, 18 febbraio e inizio della Quaresima.

A Milano, dove si segue il Rito Ambrosiano e il Carnevale cadrà non il Martedì Grasso, ma il sabato, con la festa più importante il Sabato Grasso, che quest’anno cade il 21 febbraio. Questa tradizione nasce dalla volontà di Sant’Ambrogio di far cominciare ai suoi fedeli la Quaresima solo al suo ritorno da un viaggio, quindi alcuni giorni dopo il Mercoledì delle Ceneri rispettato nel resto d’Italia.

Carnevale di Venezia

Maschere storiche del Carnevale di Venezia in Piazza San Marco

Il Carnevale di Venezia è uno degli eventi più affascinanti, nonché il più famoso, del periodo di festa prima della Quaresima. Persone da tutto il mondo arrivano alla città lagunare nei giorni del Carnevale, tra i più lunghi in Italia, che quest’anno andrà dal 31 gennaio al 17 febbraio.

Maschere elegantissime e misteriose, spesso abbigliate con preziosi costumi del Settecento, camminano per le calli e i campi di Venezia facendo bella mostra di sé, in un caleidoscopio di eventi dalla storia antichissima. Il tema di quest’anno sarà Olympus – Alle origini del gioco, dedicato alla storia millenaria delle Olimpiadi.

Per le strade, durante i giorni del Carnevale ci saranno parate, esibizioni di saltimbanchi, maghi e trampolieri, per affascinare adulti e bambini. Non mancheranno anche show di luci sull’acqua, come l’attesissimo spettacolo all’Arsenale, dal tema Il Richiamo di Olympia, ispirato ai miti e alle leggende intorno ai Giochi Olimpici (dal 6 al 9 febbraio e da giovedì 12 a martedì 17 febbraio).

Domenica 8 febbraio Piazza San Marco accoglierà il famoso Volo dell’Angelo, tradizione che prosegue dal Cinquecento. La “Maria” vincitrice dell’anno precedente verrà fatta scendere in volo (opportunamente imbragata) sulle teste degli spettatori in piazza, con costumi e acconciature ogni anno più scenografiche.

Martedì 10 febbraio sarà invece il turno della presentazione alla città delle 12 Marie del Carnevale, da secoli selezionate tra le ragazze veneziane tra i 18 e i 28 anni, che sfileranno in abiti d’epoca sul Canal Grande fino in Piazza San Marco, dove verrà premiata la Maria del Carnevale 2026.

Ovviamente non mancano i balli di gala e la cena esclusiva a Ca’ Vendramin Calergi, dal titolo Il Canto di Ambrosia. Uno spettacolo di costumi e scenografie unico, dedicato solo agli invitati o a chi acquista il biglietto d’ingresso (attenzione: l’accesso è consentito solo in costume!).

Carnevale Storico di Ivrea

La Battaglia delle Arance

Lo storico Carnevale di Ivrea, famoso per la Battaglia delle arance quest’anno si terrà dal 14 al 17 febbraio 2026. Il Carnevale di Ivrea è il più antico carnevale storico d’Italia, che affonda le sue radici nella leggenda e che prese le attuali fattezze in epoca napoleonica.

Secondo la storia, Violetta, la figlia di un mugnaio, si ribellò allo ius primae noctis impostole dal barone che governava le terre di Ivrea, uccidendolo con la sua stessa spada. Da quel gesto partì la rivolta popolare che liberò la città dalla dominazione tirannica. La celebre Battaglia delle arance rievoca proprio questa rivolta.

In segno di partecipazione alla festa tutti i cittadini e i visitatori, a partire dal Giovedì Grasso, su ordinanza del Generale, scendono in strada indossando il Berretto Frigio, il cappello rosso simbolo della Rivoluzione Francese, che rappresenta lo spirito di adesione alla rivolta. Chi non lo indossa potrebbe rischiare di essere colpito dal tiro preciso degli aranceri.

Il Martedì Grasso a Ivrea. Tutti indossano il Berretto Frigio

Il culmine della festa è il Corteo Storico, con in testa la Vezzosa Mugnaia, simbolo di libertà della cittadinanza eporediese, sin dal suo esordio nel 1858. Sfilate in costume, concerti in piazza, saltimbanchi, mangiafuoco e altre attrazioni animano le strade di Ivrea durante i giorni del Carnevale.

Domenica 15 febbraio ha inizio la Battaglia delle arance: il popolo è rappresentato dagli aranceri a piedi, mentre il tiranno dai carri. Per tre giorni, fino al Martedì Grasso, le due fazioni si daranno battaglia per le strade del centro. I 52 carri da tiro sono il vanto degli eporediensi, curati in ogni dettaglio e valutati da un’apposita commissione, che valuta anche la correttezza degli sfidanti.

Nessuno spreco alimentare, anzi: i 7mila quintali di arance che arrivano in città per la Battaglia provengono da aziende calabresi e siciliane del circuito Libera, che si batte contro il fenomeno delle mafie. Si tratta di agrumi destinati al macero e perciò non destinati al consumo.

Carnevale di Verona

La maschera storica del Papà del Gnoco

Il Bacanal del Gnoco, come è chiamato il Carnevale di Verona, è considerata tra le sfilate storiche più antiche d’Europa, risalente al Tardo Medioevo.

La sua maschera storica, il Papà del Gnoco, risale al Cinquecento, quando il medico Tommaso Vico lasciò nel suo testamento l’indicazione di fornire annualmente alla popolazione più povera del quartiere San Zeno viveri essenziali. Da allora, ogni anno per rendere omaggio al suo benefattore, i “sansenesi” eleggono il nuovo portatore della maschera con un’elezione che infiamma il quartiere.

Il Venardì Gnocolar, che quest’anno cade il 13 febbraio, è il giorno della grande parata dei carri allegorici, con in testa ovviamente il Papà del Gnoco. In questa giornata è tradizione popolare mangiare gli gnocchi fatti in casa, che vengono proposti con tantissimi condimenti diversi dalle osterie di San Zeno e di tutta Verona al termine della parata.

Carnevale di Cento

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Quello di Cento è il primo Carnevale del mondo ad essersi gemellato con quello di Rio de Janeiro in Brasile, tanto da aver sfilato anche nel mitico Sambodromo. Si tratta di uno dei Carnevali più antichi d’Europa, già citato dall’artista Guercino nel Seicento, con diversi dipinti della città in festa.

Quest’anno i grandiosi carri allegorici sfileranno le domeniche del 1, 8, 15, 22 febbraio e 1° marzo a partire dalle 14. Ad accompagnare i carri i balli sfrenati delle cinque associazioni carnevalesche che ogni anno si sfidano tra loro: ToponiFantasti100I Ragazzi del GuercinoRisveglio e Mazalora.

Ad aprire le danze sarà ovviamente il Tasi, la maschera iconica del carnevale di Cento, con il suo elegante cilindro e la sciarpa bianca. Da lì partiranno i tantissimi eventi del carnevale, compresi i grandi ospiti musicali sul palco centrale di Piazza Guercino: da Rose Villain (1 febbraio) a Jake La Furia (8 febbraio). Durante le date del carnevale spazio anche a moto e auto d’epoca, delle scintillanti Ferrari alle Topolino.

A chiudere le celebrazioni sarà come ogni anno la lettura del Testamento del Tasi e il rogo della maschera, accompagnato dai fuochi d’artificio nella splendida cornice della Rocca.

Carnevale di Viareggio

A Viareggio da 151 anni va in scena la più alta arte della cartapesta, più precisamente carta a calco. Si tratta di un impasto di carta di giornale, acqua e farina con la quale si creano opere d’arte semoventi alte oltre 20 metri e larghe 12: i carri di Carnevale.

Sono 23 le ditte artigiane che ogni anno di sfidano a realizzare carri sempre più grandi e sempre più elaborati, arricchiti da effetti scenici, figuranti e ballerini per stupire il pubblico di tutte le età. Sarà possibile assistere a questa meravigliosa sfilata l’1, l’8, il 12, il 15, il 17 e il 21 febbraio, con la sfilata conclusiva e il grande spettacolo pirotecnico.

Ai corsi mascherati si aggiungono eventi di ogni tipo, dai laboratori per insegnare l’arte della cartapesta ai più piccoli fino ai concerti, alle visita guidate alla Viareggio Liberty e le aperture speciali del Museo del Carnevale.

Carnevale di Fano

Quello di Fano è ufficialmente il carnevale più antico in Italia, nonostante siano in molti a fregiarsi di questo titolo. Sono del 1347 le prime testimonianze che raccontano di festeggiamenti dall’atmosfera carnevalesca a Fano. Mentre dagli anni ’50 la maschera tipica del Carnevale di Fano è El Vulon, detto comunemente El Pup, il Pupo. Non è altro che la caricatura dei personaggi in vista del momento, in perfetto stile carnevalesco. Momento celebre il Getto, ovvero il lancio di dolciumi, caramelle e cioccolatini che piovono dai carri allegorici durante le sfilate.

Le sfilate si terranno tutte le domeniche della manifestazione, quindi dal 25 gennaio al 15 febbraio.

Dante Ferretti — il celebre scenografo italiano, tre volte Premio Oscar, è coinvolto come coordinatore artistico dell’edizione 2026: sarà presente alla manifestazione e firmerà anche il manifesto d’autore dell’evento e il bozzetto di uno dei carri allegorici.

La “Signora Coriandoli” — personaggio interpretato da Maurizio Ferrini, apparirà durante il Carnevale insieme allo scrittore Giovanni Fabiano per presentare il romanzo A Carnevale ogni omicidio vale – I fucsia crime della Signora Coriandoli, ambientato proprio durante la festa.

Carnevale di Putignano

Si tratta di uno dei più antichi d’Europa e tra i più importanti del Sud Italia, nonché il più lungo, dato che il suo inizio è posizionato il 26 dicembre, con la tradizionale Festa delle Propaggini. La festa va avanti di giovedì in giovedì, tra feste tradizionali e sfilate di carri fino al Martedì Grasso, con la sfilata finale e soprattutto i 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni, che dichiarano finito il Carnevale pugliese.

Protagonista è l’arte dei maestri cartapestai e la maschera tipica del Carnevale di Putignano è Farinella. Il personaggio deve il suo nome a uno dei piatti simbolo della città pugliese, tradizione della cucina contadina, fatto di farina di ceci e orzo. Quest’anno le sfilate principali si svolgeranno l’1, il 7, il 15 il 17 febbraio.

Carnevale di Mamoiada

A sancire l’inizio del Carnevale di Mamoiada è la festa di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio. Si tratta di una delle più antiche manifestazioni sarde e coinvolge l’intera comunità, che sulla piazza principale del paese dà il via a danze tradizionali come su passu torrau”, su sartiu” e “su dillu”, al suono dell’organetto o dell’armonica a bocca.

L’attenzione è naturalmente per loro, i Mamuthones e Issohadores, simboli del Carnevale di Mamoiada così come il personaggio di Juvanne Martis, un fantoccio la cui comparsa denota la conclusione del carnevale. Il suono inquietante dei campanacci annuncia l’arrivo di queste maschere dal sapore ancestrale, vero simbolo della Barbagia.

Il clou dei festeggiamenti sono i giorni di balli e sfilate, accompagnati da dolci locali, fave miste e lardo di maiale, e non manca il cannonau. Per il 2026 le figure tradizionali del carnevale sardo sfileranno per le cittadine di Mamoiada, Bosa e Tempio il 15 e il 17 febbraio 2026.

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