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Milano Film Fest, non solo cinema per la seconda edizione del festival

Beatrice Curti 5 giorni fa

Il Milano Film Fest è tornato. Dal 4 al 9 giugno 2026, la città si trasforma in un palcoscenico diffuso tra cinema, teatri, piazze, ospedali e carceri: sei giorni di proiezioni, talk, eventi speciali e incontri d’autore, con la direzione artistica di Claudio Santamaria che firma ancora il progetto con un’idea precisa di festival urbano e popolare.

Il cuore pulsante della manifestazione sarà il Piccolo Teatro Strehler, affiancato dalla programmazione all’Anteo Palazzo del Cinema e da un calendario di eventi off disseminati in tutta la città. A organizzare il tutto è la Fondazione Milano Film Fest, che unisce quattro realtà cittadine — Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro — con il supporto del Comune di Milano.

L’inaugurazione: Vinicio Capossela al Piccolo Teatro

Ad aprire le danze, giovedì 4 giugno alle 21.30, sarà Vinicio Capossela con l’incontro d’autore “Sotto il bosco di latte – il cinema al buio di Dylan Thomas”. L’artista, tra i più visionari e letterari della musica italiana, accompagnerà il pubblico nel suo nuovo lavoro: il radiodramma Sotto il bosco di latte, libero adattamento di Under Milk Wood di Dylan Thomas. Un racconto che, nelle parole dello stesso Capossela, ha a che fare con il cinema senza l’impiego della vista, perché il più talentuoso scenografo è la nostra immaginazione.

La Filarmonica della Scala in anteprima mondiale

Domenica 7 giugno alle 19, sempre al Piccolo Teatro Strehler, sarà presentata in esclusiva l’anteprima del documentario inedito “Concerti d’Oriente” della Filarmonica della Scala (ingresso gratuito con prenotazione). Ad aprire la serata, la conversazione con il Maestro Myung-Whun Chung, Direttore Emerito della Filarmonica e direttore musicale designato del Teatro alla Scala a partire dal 2026.

Il film, diretto da Marco Ferullo e Moreno Pirovano e realizzato da Zampediverse, racconta i quindici giorni di tournée dell’orchestra in Asia: Seoul, Busan, Sapporo, Tokyo, Yokohama, Nagoya e Osaka. Un viaggio che nel settembre 2025 ha segnato il ritorno della Filarmonica nel continente dopo diciassette anni. Sotto la guida di Myung-Whun Chung — figura naturalmente sospesa tra Oriente e Occidente — il documentario racconta ciò che normalmente resta invisibile: dal frammento all’insieme, dall’attesa all’evento, dalla distanza alla condivisione.

HardKoro: il pubblico diventa protagonista

Sabato 6 giugno alle 21.30 arriva HardKoro, l’ensemble estemporaneo più in voga di Milano, nel format pop-up che ha ribaltato le regole del canto corale. Una produzione M2P, attiva dal 2022 per portare il canto in contesti inaspettati: nessuna audizione, nessuna iscrizione, chi arriva canta. Guidato da un Maestro che accompagna il gruppo attraverso armonizzazioni semplici e accessibili, HardKoro costruisce in poche ore un’esperienza collettiva intorno a una canzone iconica, svelata solo all’ultimo momento.

“Visioni di Pace”: la nuova sezione con ingresso gratuito

Una delle novità più significative di questa edizione è la sezione “Visioni di Pace”, realizzata in collaborazione con l’Unione Buddhista Italiana (UBI) e Trending Peace: sette opere cinematografiche tra corti e lungometraggi, tutte a ingresso gratuito, nei giorni del 6 e 7 giugno all’Anteo Palazzo del Cinema, più una giornata buddhista a Cascina Cuccagna.

In un’epoca segnata da conflitti e fratture, il cinema si fa luogo di testimonianza e custode di un’umanità che resiste. Tra i titoli in programma:

Sempre domenica, Cascina Cuccagna ospita dalle 12 una ricca giornata buddhista con talk, proiezioni e dialoghi tra filosofia, cinema e pratica contemplativa — tra gli appuntamenti, un incontro sul Grande Lebowski come film zen e la proiezione di una tappa della docuserie “Cammino nell’Italia buddhista”. Tutti gli eventi sono gratuiti (prenotazione consigliata su gategate.it).

Sabato 6 giugno alle 15, la sezione corti apre con “La solidarietà non è reato” di Valeria Solarino, video-intervista sulla vicenda di Seán Binder, attivista assolto da accuse legate al salvataggio di migranti in mare; seguono “Gauze”, sul tragico destino di un giovane nuotatore palestinese durante la guerra; “Terre Aride” di Hervé Barmasse sulla crisi climatica in Kenya; e “I Once Dreamed About This Boat”, realizzato da Factanza Media con SOS Méditerranée.

Domenica 7 giugno alle 11, “Dear Ancestor” di Nantenaina Lova racconta la resistenza delle popolazioni malgasce contro lo sfruttamento minerario. Alle 16.30, “The Rain Won’t Let Us Fly” di Ignacio Marín e Rubén Díez entra nel terzo anno del conflitto in Ucraina.

Le giurie e gli ospiti speciali

La giuria dei lungometraggi è presieduta da Valeria Bruni Tedeschi ed è composta da Vinicio Marchioni, Anna Ferzetti, Federico Cesari e Silvia D’Amico. I cortometraggi sono affidati alla giuria guidata da Margherita Vicario, con Eduardo Scarpetta, Milena Mancini, Ludovica Rampoldi e Ludovica Nasti.

Tra gli ospiti speciali anche il regista Julian Schnabel e l’attrice Valeria Golino, protagonisti di una masterclass sul rapporto tra cinema e arte.

Milano come set a cielo aperto: le visite guidate “Milano e il cinema”

Durante i giorni del festival si svolgeranno le visite guidate “Milano e il cinema”, itinerari che esplorano il legame tra la città e la settima arte: da Piazza Duomo — location di Miracolo a Milano, Totò, Peppino e la Malafemmina e Rocco e i suoi fratelli — al quartiere di Brera, passando per le sale cinematografiche oggi scomparse che un tempo animavano la città. Il percorso si conclude al cinema Anteo con un talk a cura dei critici del festival.

Le visite durano circa due ore e mezza e si tengono giovedì 4 giugno (ore 10.15), sabato 6 (ore 9.45), domenica 7 (ore 11.45) e martedì 9 (ore 12.45). Tutte le info su milanoguida.com.