Il 10 gennaio 2026 segna un anniversario che pesa come un macigno nel cuore della cultura pop contemporanea: sono trascorsi dieci anni da quando David Bowie ha lasciato questo pianeta.
Un addio che fu, esso stesso, un’opera d’arte finale: appena due giorni prima, nel giorno del suo sessantanovesimo compleanno, l’artista aveva regalato al mondo Blackstar, un album testamento denso di messaggi criptici e sonorità d’avanguardia.
Quella morte, arrivata improvvisa per il grande pubblico, trasformò il disco in un saluto cosmico, confermando Bowie come l’unico artista capace di mettere in scena la propria uscita di scena.
Milano, città che ha sempre amato l’estetica e l’innovazione del Duca Bianco, non resta a guardare e dedica alla sua memoria una serie di appuntamenti imperdibili che spaziano dal grande schermo alla letteratura di settore.
Cinema: la rassegna “Let’s Dance – Intramontabile David Bowie”
Dal 9 al 15 gennaio, la Cineteca Milano MIC (Museo Interattivo del Cinema) ospita la rassegna “Let’s Dance – Intramontabile David Bowie”. L’iniziativa celebra il rapporto simbiotico tra la popstar e la settima arte, un legame che lo ha visto collaborare con giganti come Lynch, Scorsese e Nolan.
Il programma è un viaggio tra i suoi volti più iconici: dall’alieno di L’uomo che cadde sulla Terra (Nicolas Roeg) al prigioniero tormentato di Furyo (Nagisa Oshima), fino al vampiro magnetico di Miriam si sveglia a mezzanotte (Tony Scott), in cui Bowie recita accanto a Catherine Deneuve e Susan Sarandon.
Non mancheranno il prequel lynchiano Fuoco cammina con me e il monumentale documentario Moonage Daydream di Brett Morgen, un flusso visivo e sonoro che riassume quattro decenni di archivi inediti.
Per maggiori informazioni sugli orari e i prezzi dei biglietti è possibile consultare il sito ufficiale della Cineteca.
David Bowie, la biografia definitiva di Paul Morley
Parallelamente, il 9 gennaio, la casa editrice Hoepli lancia in Italia un volume destinato a diventare un punto di riferimento per fan e studiosi: “David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo”.
Scritto da Paul Morley, uno dei biografi più autorevoli del rock britannico, il libro non segue una cronologia lineare, ma si sviluppa per temi speculari come “Arte e morte” o “Caso e ordine”.
L’edizione italiana, curata da Ezio Guaitamacchi, vanta una prefazione d’eccezione firmata a quattro mani da Manuel Agnelli e Paolo Fresu, due artisti che incarnano perfettamente l’anima rock e jazz che Bowie ha saputo fondere nella sua carriera.
