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La Rinascente si veste di rosso per il ritorno di Miranda Priestly ne Il Diavolo veste Prada 2

Se siete passati di recente davanti alla Rinascente di Piazza Duomo e avete fatto un doppio sguardo, non stavate sognando. Due décolleté rosse alte quasi quattro metri campeggiano davanti all’ingresso, la facciata si illumina di rosso di sera, e le vetrine sono state completamente ribaltate. Benvenuti nell’universo de Il Diavolo Veste Prada 2.

L’iniziativa — che resterà attiva dal 14 aprile al 4 maggio — trasforma il department store milanese in una sorta di scenografia cinematografica a cielo aperto. Le sculture sono state realizzate in collaborazione con Stefano Seletti, e diciamolo: fanno la loro scena. Le vetrine dedicate al film completano il colpo d’occhio dall’esterno, nel pieno della Design Week, quando la città è già un palcoscenico di suo.

L’ufficio di Miranda

Ma la parte più interessante è al piano -1, nell’area Air Snake, dove Rinascente ospita i suoi progetti più sperimentali. Qui hanno ricostruito la redazione di Runway — la rivista di moda immaginaria al centro del film — in formato esperienza immersiva. Praticamente: arrivate dalle scale mobili, vi trovate su una passerella rossa, attraversate l’ufficio di Miranda Priestly (con tutta l’ansia che ne consegue), sfilate davanti al celebre armadio, e finite davanti a un backdrop che vi proietta in copertina della rivista.

A chiudere il cerchio, un’area con le citazioni più iconiche del primo film — ormai entrate a pieno titolo nel mondo dei meme — stampate su una linea di T-shirt in edizione limitata vendute in formato blind box. Ovvero: non sapete cosa vi ritrovate dentro finché non aprite la scatola. Un rischio che, per una t-shirt con la battuta giusta, vale la pena correre.

Il sequel arriva nelle sale italiane il 29 aprile e riporta insieme Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci — tutti e quattro, quasi vent’anni dopo — con il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna. Nel cast anche nuovi arrivi come Kenneth Branagh, Lucy Liu, Simone Ashley e Justin Theroux.

Milano Design Week e un sequel attesissimo: la tempistica non è casuale. Con la città invasa da visitatori internazionali e l’attenzione puntata sul fashion, l’installazione trova terreno fertile. Vale una deviazione, anche solo per essere al cospetto delle scarpe giganti.