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Festival del Ciclo Mestruale, talk, eventi e workshop al Rob De Matt

Redazione 3 settimane fa

Tre giorni di incontri, workshop e momenti di condivisione per affrontare temi ancora poco esplorati nel dibattito pubblico: il ciclo mestruale. Dalla salute mestruale alle politiche aziendali, dalla paternità contemporanea alle narrazioni di cura nei contesti sanitari. Dal 22 al 24 maggio, gli spazi di Rob de Matt a Milano ospitano un palinsesto che unisce ricerca, attivismo e comunità nel Festival del Ciclo Mestruale, arrivato quest’anno alla sua quinta edizione.

Un festival che cresce mantenendo le radici

Quest’anno il Festival amplia ulteriormente lo sguardo, affrontando questioni che attraversano il mondo del lavoro, la genitorialità e la qualità della relazione di cura nei servizi sanitari. La scelta strategica è quella di ritornare alle origini con la maturità guadagnata negli anni, rafforzando la dimensione collettiva, accessibile e interdisciplinare.

Gli eventi in programma

Venerdì 22 maggio

Il programma si apre con una giornata dedicata all’integrazione del benessere mestruale e della menopausa nelle politiche organizzative. In collaborazione con la Fondazione Libellula, il Festival propone un incontro di co-design che mette al centro un tema ancora poco esplorato nel contesto aziendale: come le aziende possono costruire modelli concreti per supportare i propri dipendenti.

L’apertura sottolinea anche come la cura rappresenti una leva sociale ed economica. Valentina Rotondi porterà una riflessione chiave: la cura non è solo valore etico, ma anche generatore di impatto e profitto.

Sabato 23 maggio

La mattina si concentra su workshop dedicati alla trasformazione personale e all’espressione di sé, tra una rilettura della menopausa come fase di nuove possibilità e un laboratorio sulla voce come strumento di autenticità corporea.

Nel pomeriggio il confronto si allarga ai temi della genitorialità: dalla paternità contemporanea, che ridefinisce il ruolo degli uomini nella narrazione della cura, fino a un cerchio di parola che mette al centro il rapporto tra ciclo mestruale e ritmi lavorativi. Spazio anche alla riflessione critica sui diritti riproduttivi e sull’autodeterminazione dei corpi, affrontando limiti normativi e disuguaglianze ancora presenti.

I dati condivisi grazie alla collaborazione con Ipsos Doxa risultano particolarmente significativi: in media le donne perdono 6,2 giorni di scuola e 5,6 giorni di lavoro all’anno a causa delle mestruazioni e del dolore. Ancora di più i giorni di lavoro persi per sintomi legati alla perimenopausa: 9 giorni.

La sera accoglie i Tampon Talks, che portano la ricerca fuori dall’accademia creando dialogo diretto tra progetti, dati e comunità. La giornata si conclude con musica e performance, mantenendo viva l’energia collettiva anche nella dimensione informale e conviviale.

Domenica 24 maggio

La chiusura del Festival è dedicata alla cura e alla relazione con il corpo attraverso esperienza, ascolto e restituzione collettiva. La mattina propone due workshop complementari: il lavoro sul pavimento pelvico come sistema dinamico connesso a movimento ed emozioni, e un laboratorio divulgativo per rendere accessibile a tutte le età la comprensione del ciclo mestruale.

Nel pomeriggio il focus si sposta sulla dimensione della cura nei contesti sanitari e narrativi. Un talk esplora la relazione nella stanza ginecologica e ostetrica, mettendo in luce dinamiche di ascolto, potere e consenso. Un secondo panel riflette su come il ciclo viene raccontato e rappresentato nei diversi linguaggi contemporanei.

La domenica accoglie anche cerchi di parola dedicati a chi vive il ciclo indirettamente come caregiver, i Tampon Talks per riportare la ricerca al centro della comunità, e un market di associazioni e realtà attive sul territorio. La chiusura è affidata a momenti performativi tra dj set, stand up comedy e il tradizionale Period Award.

Progetto Mamma Mia e il contrasto alla violenza ostetrica

Alcune attività della quinta edizione rientrano nel progetto Mamma Mia, nato per prevenire e sensibilizzare su un tipo di violenza ancora poco conosciuta: quella ostetrica, ginecologica e perinatale. L’iniziativa è realizzata con il contributo della Fondazione Comunità Milano.