
Alla presenza del direttore artistico del Teatro Parenti, Andrèe Ruth Shammah, Filippo Timi ha parlato di Skianto, monologo autobiografico che sarà in cartellone presso lo stabile di via Pierlombardo a partire dal 25 marzo per poi concludere le sue repliche il 6 aprile.
Timi si mette a nudo, racconta se stesso, la sua vita, i suoi sogni e le sue ambizioni partendo dal periodo dell’adolescenza fino al presente: un bilancio esistenziale di un quasi quarantenne (li compirà il 27 febbraio) redatto con fervore artistico, arricchito da una feconda inventiva capace di spiazzare e sorprendere costantemente, a partire dalla locandina.
Proprio su questo aspetto si è concentrato l’intervento introduttivo di Andrèe Ruth Shammah, sulla locandina di Skianto che ritrae Filippo Timi a 14 anni, pettinato e vestito come uno degli Spandau Ballet, fotografato durante il matrimonio del cugino Alvaro.
Guardate attentamente questa locandina – ha esordito la Shammah presentando lo spettacolo alla stampa – . Come potete vedere, sarà legittimo aspettarvi che qualche cosa dell’infanzia e dell’adolescenza della vita di Filippo, pensieri reali e immaginati, sarà presente in questo spettacolo, con le sue emozioni e contraddizioni. In questa fase del lavoro, la forza creativa di Timi sta trattando una materia incandescente e come in ogni suo spettacolo, anche Skianto sarà per lui, per noi e per il pubblico, una sorpresa. Fino ad ora ci ha commosso, sconvolto e stupito. Filippo qui dimostra le sue doti di scrittore che già abbiamo conosciuto con i suoi libri e i suoi testi teatrali.
Con Skianto Timi torna a cimentarsi con un monologo a otto anni di distanza da La vita bestia: secondo monologo nella sua carriera d’attore e primo completamente autobiografico. Torno da solo sul palco e interpreto l’anima di un ragazzino chiuso al mondo perché – racconta l’attore – non riesce a esprimersi. Penso sia un’esperienza provata da ognuno di noi almeno una volta nella vita, vuoi per un grande amore o un grande dolore. Skianto è uno spettacolo totalmente focalizzato sui sentimenti.
Un testo intimo, in cui confluiscono i rimandi alla cultura pop anni ottanta (Perché la K nel titolo? Perché fa molto anni ottanta ha dichiarato Timi rispondendo alla stampa) e gli aspetti più personali dell’artista. Il tutto corredato da un’estetica eccessiva, sfacciatamente kitch grazie alle luci di Gigi Saccomandi e i costumi sgargianti di Fabio Zambernardi che già hanno collaborato con Timi in occasione dell’allestimento di Don Giovanni.
L’attore umbro promette uno spettacolo emozionante e divertente, ricco di sorprese, tra cui un video con gattini e il suo travestimento da centauro.
Skianto è una co-produzione Teatro Franco Parenti e Teatro Stabile dell’Umbria.
