“E anche questo Fuorisalone ce lo siamo levato dalle p…” è il pensiero più diffuso nel primo lunedì dopo il marasma della Design Week, che come ogni anno fa sognare gli amanti del design e dei selfie, crea polemiche sulle lunghe code (quest’anno sono state particolarmente accese… ne parleremo) e fa venire un po’ di FOMO (fear of missing out, ossia “l’ansiella” di essersi persi qualcosa di bello) anche a chi non ha il minimo interesse per il design.
Questo e tanto altro è stata la Design Week 2025: ripercorriamola insieme tra installazioni super fotografate, aperture speciali e qualche polemica.
Le 10 installazioni più belle
Come sempre ogni brand ha fatto a gara per proporre l’installazione più immersiva, più instagrammabile, più divertente. Vediamo le 10 preferite dalla redazione di Milano Weekend, in giro durante tutta la settimana per scovare gli eventi più interessanti, tra quelli più noti e altri più piccoli, che riprendono la vera essenza di questo evento.
Library of Light

Opera dell’artista britannica Es Devlin, la grande libreria rotante è stata realizzata da Salone in collaborazione con Pinacoteca di Brera e con il contributo di Feltrinelli, i cui libri, divisi per scala cromatica, riempivano gli scaffali di questa elegante libreria della luce.
A pochi passi da una delle più antiche biblioteche pubblica d’Italia, la Biblioteca Braidense (se volete approfondire la sua storia ne abbiamo parlato in una puntata del nostro podcast), la libreria di Es Devlin crea un ponte tra cultura e tecnologia, tra il mondo del design e quello del sapere.
Al centro del Cortile d’Onore, la scaffalatura di 18 metri comprende circa 2000 volumi, intorno ai quali i visitatori potevano passeggiare (anche se intimati a farlo velocemente dagli addetti presenti) e sfogliare i libri, oltre che ovviamente scattarsi centinaia di foto in ogni angolazione.
Opposites United: Eclipse of Perceptions


All’interno del Museo della Permanente, Kia ha allestito uno spazio pensato per riunire artisti, studiosi, musicisti e designer in un festival durato l’intera settimana, tra talk, dj set, presentazioni e performance. Il percorso comprendeva opere di A.A. Murakami e Philippe Parreno, pensate per sovvertire la percezione e coinvolgere tutti e cinque i sensi.
L’insieme del vasto public program e dello spirito delle opere in mostra è valso all’evento di Kia la menzione speciale della giuria nell’ambito Comunicazione dei Fuorisalone Award 2025.
Chiquita House 2025

Una delle installazioni più amate delle scorse edizioni torna anche quest’anno con la collaborazione dell’artista argentino Sebastian Curi. Un universo pop dai colori brillanti del blu e del giallo danno vita alla Chiquita House, un luogo dove tornare bambini e giocare con i bollini delle banane grazie all’AI, trasformarsi in una banana in movimento e divertirsi celebrando la relazione tra uomo e natura attraverso le banane, frutto pop per eccellenza.
Two-Fold Silence

All’interno degli ex bagni pubblici della Piscina Cozzi, il gruppo 6AM si presenta con la sua prima mostra personale, permettendo di ammirare le creazioni del gruppo creato da Edoardo Pandolfo e Francesco Palù in uno dei luoghi più suggestivi di Milano.
Abbandonati per decenni, le docce pubbliche della Piscina Cozzi tornano a riempirsi di gente in una mostra che si trasforma in continua scoperta, con le opere inserite nello spazio pensato negli anni Trenta per le tante persone che non avevano un bagno privato a casa propria. Ad accogliere i visitatori la hall con i bellissimi mosaici ispirati al mondo marino, perfetta introduzione alle installazioni in mostra, tra l’organico e il minerale, in un’atmosfera di semi oscurità valorizzata dalla luce prodotta dalle opere stesse.
Giardino delle Meraviglie

All’interno di Eataly Milano Smeraldo una foresta di piante e colori accompagna il visitatore dall’ingresso fino al secondo piano del Food&Pizza Theatre, in un viaggio che invita a perdersi nella natura all’interno del più artificiale degli ambienti. L’opera è stata pensata in ottica site specific dalla designer Elena Salmistraro come una metafora del processo creativo: non lineare e diretta, ma piena di interruzioni, distrazioni e ritorni sui propri passi.
GROHE Aqua Gallery

All’interno di Garden Senato si è sviluppato il progetto di GROHE, pensato per focalizzare l’attenzione sul bene prezioso dell’acqua e del suo rapporto inscindibile con l’uomo. Dopo un grande spazio di presentazione del brand si accede al giardino, dove si incontrano l’Aqua Atelier, pensato come spazio per workshop basati sull’acqua e le sue applicazioni nell’arte, o nella poesia, e l’Aqua Bar, uno spazio elegante costruito con bottiglie riciclate e dove si serve, ovviamente, solo acqua, il bene più importante per la vita sulla terra.
LA VIE EN GLOSS

Una serra dedicata alla cura di sé nel mezzo della Biblioteca degli Alberi. Kérastase ha pensato a un’istallazione che parla di natura e dello sbocciare della primavera per presentare la sua nuova linea di prodotti Gloss Absolu, in un’ambiente che cambia davanti agli occhi dei visitatori grazie alla realtà aumentata. All’interno della serra, in un tripudio di fiori bianchi e rosa, giochi a premi e la possibilità di un momento di relax con i parrucchieri Kérastase, insieme a un programma di talk, eventi e iniziative proseguito per tutta la settimana della Design Week.
HYPER PORTAL

All’interno del bellissimo palazzo Moscova, glo ha affidato all’artista Michela Picchi un’installazione che unisce visione e percezione all’interno di un coloratissimo percorso surrealista. Le forme morbide e i colori accesi sfidano e dialogano con la severità del palazzo neoclassico. I visitatori stessi si fanno creatori dell’opera, grazie alla possibilità di interagire con essa grazie alla tecnologia. L’installazione ha ricevuto la menzione speciale della giuria del Fuorisalone Awards 2025 per la Comunicazione.
Università Statale di Milano

È vero, non è una vera e propria installazione, quando una grande location, tra le più amate del Fuorisalone, con le conseguenti polemiche da parte degli studenti universitari, che vedono la sede di esami e lezioni trasformata in un caleidoscopio pop affollato di turisti e curiosi.
Ci perdonerete, ma proprio non sapevamo quale scegliere tra le numerosissime installazioni del progetto INTERNI, una vera e propria mostre evento con oltre 40 interventi tra installazioni, mostre e oggetti, tutti pensati site-specific da 50 progettisti.
Dalla panchina You’re My Person che farà sospirare i fan di Grey’s Anatomy in attesa della nuova stagione, fino al progetto degli studenti NABA Design for the Moon, pensato per immaginare la vita e il design su mondi lontani. Lo specchio ritorna spesso come elemento, nelle lounge People di Dainelli Studio, dove riflette il rapporto tra architettura, arte e filosofia, o in Riflessi Sul Mare di Christian Grande per Besenzoni in cui i riflessi dello specchio evocano il movimento delle onde. E ancora i portali dell’opera Ri-Flettere di Press Room di Dainelli Studio, in cui portali colorati invitano a immaginare nuove visioni cambiando prospettiva.
Attirano l’attenzione i tre monoliti usciti da 2001: Odissea nello spazio di Shards of Infinity a cura di Danilo Ramazzotti per NovaBell, ispirata all’architettura del territorio, così come Extraceleste, il robot portatore di messaggi d’amore pensato dall’artista Marco Nereo Rotelli con Elital e Riccardo Valentini per Ever In Art®.
Realia di Sabrina Rattè

Menzione speciale nella sezione Tecnologia dei Fuorisalone Awards 2025 per la prima personale italiana della visual artist québécoise Sabrina Rattè, situata all’interno del prima personale italiana della visual artist québécoise Sabrina Rattè, situato negli spazi di MEET Digital Culture Center di Porta Venezia. L’opera esplora il rapporto tra due ambienti, quello naturale e quello digitale con la collaborazione di Haiki+, azienda specializzata nel riciclo di apparecchiature elettroniche.
L’installazione va oltre il rapporto di coesione, ma parla della coabitazione dei rifiuti umani e dello sforzo della natura di adattarsi a essi, ricostruendosi e reinventandosi. In altre opere si attiva la discussione sul rapporto sulla percezione del mondo filtrata dalla tecnologia e l’immagine della natura attraverso il digitale.
Gadget, code e design “pigliatutto”: le polemiche sul Fuorisalone 2025
Come ogni anno non mancano anche le critiche al grande circo del Fuorisalone, che oltre a un gran numero di turisti e attenzioni su Milano (come se ne avesse bisogno), porta una lunga scia i polemiche, quest’anno particolarmente accese.
A finire nel mirino sono soprattutto i gadget che quest’anno le aziende hanno deciso di regalare con inaspettata generosità a tutti i frequentatori delle loro installazioni durante la settimana del Design. A farsi forza di questo fenomeno sono soprattutto i marchi di moda, che attivi o meno nell’ambito dell’home decor, hanno fatto di tutto per incastrarsi in una festa che non era la loro.
Ore di coda all’ingresso delle installazioni da parte di giovanissimi amanti del collectible per ottenere alcuni oggetti del desiderio in edizione limitata: uno sgabello pieghevole firmato Etro, una cup di plastica rosa di Valentino, un poster di Gucci, una cartellina di Loewe e una carrellata di altri deliziosi prendipolvere con il marchio di brand di lusso. Alla faccia della tanto decantata sostenibilità.
Ovviamente la maggior parte di questi oggetti è finita nell’immediato sui principali canali di vendita online, da Ebay (per gli amanti della vecchia scuola) a Vinted, per cifre che superano abbondantemente le centinaia di euro.


A fare da contraltare a questa polemica c’è la critica da parte di sempre più addetti ai lavori del mondo del design: per molte di queste persone il Fuorisalone da diversi anni a questa parte sta diventando una specie di “asso pigliatutto” per chiunque.
Una vetrina per apparire e farsi notare anche se si è anni luce distanti dal mondo del design, parola magica che comprende qualunque cosa, dalla moda alla ristorazione, dall’arte alla tecnologia. Milano diventa, ancora di più rispetto al solito, una specie di Terra Promessa per chi brama i famosi 15 minuti di celebrità, oscurando giovani talenti del design e dell’architettura che sgomitano per un po’ di luce durante la settimana che sarebbe a loro deputata.
Alla fine di ogni grande evento rimangono i lustrini per terra che qualcuno dovrà spazzare. Le polemiche si annacqueranno fino al prossimo anno e nessuno avrà imparato niente, preparando a un Fuorisalone 2026 ancora più grande, ancora più servo dei contenuti social, sempre più kitsch. Un Fuorisalone olimpico.
