
La fondazione è il titolo dello spettacolo in scena al Teatro Franco Parenti dall’11 al 16 febbraio, interpretato da Ivano Marescotti, uno dei caratteristi più apprezzati e prolifici del cinema italiano (tra i suoi film ricordiamo Vesna va veloce, Il portaborse, Johnny Stecchino e le incursioni hollywoodiane di King Arthur, Hannibal e Il talento di Mr. Ripley).
Ultimo testo scritto da Raffaello Baldini, deceduto nel 2005 all’età di ottantun anni, La fondazione è un “regalo” che il poeta ha lasciato all’amico attore: poco prima di morire Baldini consegnò il testo a Marescotti invitandolo a farne ciò che meglio credeva.
Amici e collaboratori per molto tempo, Baldini e Marescotti avevano dato vita ad un monologo teatrale già nel 1993, intitolato Zitti tutti!, testo pubblicato da Ubulibri quello stesso anno. La fondazione è un ideale seguito di quell’opera, messa in scena teatrale di quella poetica malinconica e struggente, tenera e stravagante, affresco di un’umanità alla deriva, solitaria e persa, che ha caratterizzato tutti i componimenti del grande poeta dialettale romagnolo.
Il protagonista de La fondazione colleziona compulsivamente oggetti all’apparenza inutili e se ne circonda, incapace di fermarsi e di liberarsene: un accumulo che va a compensare le tante mancanze e le tante delusioni che la vita gli ha riservato.
La fondazione è diretto da Valerio Binasco e prodotto da Arena del Sole-Nuova Scena-Teatro Stabile di Bologna.
Il regista Valerio Binasco, nelle note di regia, scrive: Questo testo è un fiore. Il teatro di Baldini/Marescotti è un fiore. Persino i paroloni possono fargli male. Fargli venire la voglia di richiudersi. Ci vogliono, al massimo, delle parolette. Parolette che sorridono, che dicono un po’, e dopo volano via.
