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La Milanesiana 2026, gli eventi da non perdere

Luigi Maffei 2 mesi fa
MILANESIANA condotta da Elisabetta Sgarbi
credits: Simona Chioccia

La 27esima edizione de La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, si prepara a solcare lo stivale dal 24 maggio al 22 luglio, toccando 18 città con un programma che sfida i confini tra le discipline.

Il tema scelto, “Il Desiderio e la Legge”, esplora la tensione vitale tra la spinta dell’aspirazione umana e il limite necessario della norma, un concetto visivamente rappresentato dalla storica “Rosa” di Franco Battiato, rielaborata per l’occasione da Franco Achilli.

Avanguardia e territori feriti

L’edizione di quest’anno si distingue per una profonda vocazione civile, entrando per la prima volta nel carcere di San Vittore e negli spazi dell’ospedale Humanitas, luoghi dove la parola diventa strumento di cura e libertà.

Il sipario si alza con anteprime di respiro mondiale: il regista sudcoreano Park Chan-wook riceverà il Premio Omaggio al Maestro, mentre la sezione letteraria darà voce ad Adania Shibli e Rabih Alameddine, scrittori capaci di raccontare la resistenza poetica di popoli feriti dai conflitti.

Geopolitica e fumetto

Una novità di rilievo è la sezione dedicata al Diritto, curata da Massimo Cacciari. Presso Intesa Sanpaolo, il filosofo guiderà dialoghi sulla geopolitica dell’Intelligenza Artificiale e sulle dinamiche di “Guerra o Pace” con esperti come Lucio Caracciolo.

Parallelamente, il fumetto si consacra arte maggiore: dalla mostra di Milo Manara dedicata a Umberto Eco fino all’attesissimo incontro con il Premio Pulitzer Art Spiegelman e Françoise Mouly, che riceveranno la Rosa d’Oro della Milanesiana.

Musica, teatro e memoria

Il cartellone musicale e teatrale è un mosaico di eccellenze: dalle note di Uri Caine, Ermal Meta e Irene Grandi alle interpretazioni di Laura Morante e Giancarlo Giannini.

Grandi attrici come Anna Valle e Cristiana Capotondi porteranno in scena pièce inedite, mentre Paolo Rossi omaggerà il centenario di Dario Fo. Non mancherà l’attenzione all’inclusione con Paolo Ruffini, che a Livigno rifletterà sulla diversità attraverso la politica.

Attraverso 5 mostre e decine di premi (tra cui quello a Ermal Meta e Alberto Mantovani), La Milanesiana 2026 si conferma un laboratorio culturale in costante movimento. Un festival che, pur celebrando 27 anni di storia, mantiene lo sguardo curioso di chi sa che la crescita di una comunità passa per l’autodisciplina morale che si scioglie nel desiderio.