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Centro Sociale Leoncavallo sgomberato, “ma andremo avanti”

Luigi Maffei 10 mesi fa
sgombero leoncavallo
dalla pagina FB Milano inMovimento

Dopo 31 anni è stato sgomberato il centro sociale Leoncavallo. È successo tutto all’alba di giovedì 21 agosto quando carabinieri, polizia, Digos e ufficiale giudiziario sono entrati nella struttura di via Watteau 7, nel quartiere Greco. All’interno non vi era nessuno. Successivamente l’area è stata blindata per evitare incurisioni da parte di persone non autorizzate.

Dopo ben 133 rinvii, dunque, è arrivato lo sfratto. Non più a settembre come si pensava, dato che il nuovo sopralluogo dell’ufficiale giudiziario era atteso per il giorno 9. Una situazione accelerata anche dalle dichiarazioni recenti del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che a luglio aveva annunciato lo sgombero in tempi brevi. Un segnale forte dopo il risarcimento di 3 milioni di euro alla famiglia Cabassi, proprietaria dell’immobile, per il mancato sgombero, da parte dello stesso Ministero.

“Non sapevo nulla, il Leoncavallo continui a fare cultura”

Lo sfratto, che è proceduto senza disordini, è arrivato a sorpresa tra lo stupore degli attivisti e del sindaco Giuseppe Sala che ha dichiarato: “Non sapevo nulla, durante il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza di mercoledì non è stato fatto cenno ad alcuno sfratto imminente. Mi dispiace, il Leoncavallo è una realtà importante della città che deve continuare a fare cultura, chiaramente in un contesto di assoluta legalità”.

dalla pagina FB Milano inMovimento

Agli attivisti del Leoncavallo è stato comunque data una proroga di 30 giorni per trovare un’intesa con la Orologio Srl, proprietaria dello stabile e recuperare tutti gli oggetti all’interno dello stesso.

Marina Boer, attivista e presidente dell’Associazione Mamme Antifasciste del Leoncavallo ha espresso il suo disappunto ai cronisti: “Tutto quello che sta succedendo conferma che le nostre idee sono valide. Proviamo rabbia e dolore e spero che troveremo il modo di andare avanti. Milano ha bisogno di spazi dove fare cultura”.

Leoncavallo, quale futuro?

Nonostante lo sgombero sia proceduto senza incidenti, alcuni attivisti sono arrivati in via Fortunato Stella, all’angolo con via Watteau. Insieme a loro, la presidente del Municipio 9 Anna Pirovano e Carlo Monguzzi di Europa Verde. Alle ore 18 è attesa un’assemblea indetta dal Leoncavallo davanti all’ormai ex sede del centro sociale.

Nel frattempo, l’associazione ha ipotizzato una nuova possibile sede in via San Dionigi, quartiere di Porto di Mare, un primo passo per lasciare l’attuale spazio occupato dal 1994. Tuttavia, il processo è complesso e richiederà tempo, in quanto è necessario un bando pubblico e la bonifica dell’area.