“Lo farei volentieri: più per i nostri fan, a parte l’amicizia di 40 anni con Christian. Migliaia di persone vorrebbero rivederci insieme, ma è difficile”.

Sui progetti per il futuro, l’ex Cipollino sottolinea: “Non voglio tradire il mio genere, ma continuare a farlo, come i grandi che sono andati avanti fino all’ultimo: Totò, Gilberto Govi. Il mio lavoro adesso è soprattutto il cinema e la fiction televisiva, il teatro meno, ma può succedere. Preferisco recitare davanti alla macchina da presa o alla telecamera”. L’attore spiega così la sua volontà di sensibilizzare il pubblico alla prevenzione: “La maggior parte della gente ha paura di controllarsi, perché pensa che venga fuori un problema. I miei amici, specialmente i più anziani, si lamentano. Io invece sono uno che alla minima cosa va a controllarsi”.
C’è spazio anche per un po’ di amarcord: “Non avrei mai creduto di poter arrivare qui, non sono partito da Luino pensando questo. La mia massima aspirazione era suonare la batteria, che mi ha portato a conoscere Jannacci, Cochi e Renato: mi hanno spinto loro sul palco. Ho iniziato a suonare a 18 anni e sono arrivato al Derby nel 1968 con la Pattuglia azzurra. Ho avuto la fortuna di avere una moglie che mi ha seguito, mio suocero invece diceva ‘Chillo è nu capellone, che ti può dare?’. Nel 1980 guadagnai 25 milioni, tanti soldi, con il mio primo spot televisivo. Lui disse: ‘Comprati ‘a casa’. Come dire: per ora hai preso questi, chissà cosa succede dopo”.
Su Milano, il comico sottolinea: “Quello che mi fa star bene in questa città è il modo di vivere educato, rigoroso in un certo senso. Quando ero più giovane, ai tempi della Milano da bere, c’era molta più gioia di viverla, poi è cambiato tutto: la tecnologia ha superato l’aggregazione, ricordo le nostre feste in casa alla domenica. Una cosa che non mi piace è che non c’è più la nebbia”. E conclude con un piccolo aneddoto: “A Luino abitavo in una casa con una palma. Pioveva sempre, mi addormentavo con questo ticchettio sulle foglie. A Milano 3 ho fatto mettere una palma proprio davanti alla finestra, solo che ora sono diventato sordo!”
