L’omaggio di Milano all’opera senza tempo di uno dei più grandi compositori di sempre, Ennio Morricone. Dal 19 aprile al 24 maggio, l’Anteo Palazzo del Cinema ospiterà Omaggio a Ennio Morricone – La musica e i capolavori, una rassegna imperdibile che celebra il legame indissolubile tra le immagini dei grandi registi italiani e le partiture del Premio Oscar scomparso nel 2020.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Fondazione Ennio Morricone, offrirà al pubblico la possibilità di riscoprire gratuitamente cinque pietre miliari della cinematografia mondiale ogni domenica mattina alle ore 10.30.
Da Leone a Tornatore, passando per Bertolucci
Il valore aggiunto della rassegna risiede negli approfondimenti che precederanno le proiezioni. Si comincia il 19 aprile con il monumentale C’era una volta in America di Sergio Leone, presentato dallo scrittore Piero Negri e dal critico Simone Spoladori. Il percorso proseguirà il 26 aprile con Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, introdotto dalla firma storica del giornalismo milanese Maurizio Porro.
Uno dei momenti più attesi è fissato per il 3 maggio, quando il regista Giuseppe Tornatore sarà in sala per presentare il suo Nuovo Cinema Paradiso, film che proprio grazie alle note di Morricone ha commosso le platee di tutto il mondo vincendo l’Oscar. Il 10 maggio sarà invece il turno de La battaglia di Algeri, capolavoro di Gillo Pontecorvo presentato dal figlio Marco.
Il ciclo si chiuderà in grande stile con l’epopea di Bernardo Bertolucci, Novecento. Il primo atto verrà proiettato il 17 maggio alla presenza di Walter Veltroni (Presidente della Fondazione Morricone) e Valentina Ricciardelli, mentre la seconda parte concluderà la rassegna il 24 maggio.
Come partecipare
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, un regalo alla città per riscoprire la bellezza del grande schermo.
Data l’eccezionalità degli eventi e la presenza di ospiti di rilievo, la prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata direttamente sul sito ufficiale. Un’occasione unica per ascoltare il “soffio” di Morricone lì dove è nato: nel buio della sala cinematografica.
