
Scritto e diretto da Philippe De Chauveron, Non sposate le mie figlie! dipinge con leggerezza una rocambolesca famiglia Benetton in salsa d’oltralpe: è la Francia che riflette su se stessa -sul lungo processo di immigrazione e integrazione che la porta oggi a essere multietnica e multiculturale, ma anche teatro di tensioni sociali ed episodi tragici, come quelli degli attentati terroristici contro il settimanale satirico Charlie Hebdo e un supermercato kosher- sperando che una convivenza pacifica sia possibile.
In sala, è bene dirlo, si ride: Non sposate le mie figlie! gioca sui luoghi comuni, raddoppia e ribalta la paura dell’altro presentandoci due suoceri intolleranti e il mattatore Christian Clavier (Napoléon, Asterix e Obelix, I Miserabili) dà ancora una volta buona prova di sé. Peccato per la mancata caratterizzazione delle figlie, personaggi che potevano essere meglio delineati a tutto vantaggio della trama e del divertimento dello spettatore, e per il finale, scontato e un po’ troppo politically correct. Ma il film rimane godibile e, cosa più importante, cerca di esorcizzare con una risata le paure di un occidente sempre in bilico fra accoglienza e rifiuto del diverso.
Il nostro voto: 6 e mezzo
Una frase:
“Per fortuna non ne avete cinque, di figlie”
“E perché?”
“Perché la quinta avrebbe certamente sposato un rom”
Per chi: ama la leggerezza, anche in famiglia
