In vista del prossimo referendum sulla giustizia, torna al centro un tema che riguarda da vicino milioni di studenti, lavoratori e cittadini lontani dal proprio comune di residenza: il voto fuorisede. Venerdì 20 marzo, dalle 14 alle 17, Piazza Duca d’Aosta ospiterà un flash mob per chiedere una soluzione strutturale che permetta anche in Italia di votare fuori sede in modo stabile.
L’iniziativa è promossa da The Good Lobby, Will Media e dalla Rete Voto Fuorisede e si svolgerà in contemporanea anche a Roma, in Piazza Vidoni.
Nel cuore di uno dei luoghi più attraversati della città verrà allestito un finto seggio elettorale. Qui studenti, lavoratori e cittadini fuorisede potranno esprimere un voto simbolico e raccontare la propria esperienza.
Perché la mobilitazione sul referendum riguarda milioni di cittadini
Ad oggi l’Italia non prevede un sistema strutturato di voto a distanza per i fuorisede, a differenza di gran parte degli altri Paesi europei. E anche per il prossimo referendum sulla giustizia, questa possibilità non sarà garantita.
Il punto, per gli organizzatori, non riguarda solo il singolo appuntamento alle urne, ma un problema più ampio: in Italia manca ancora uno strumento stabile che consenta a chi vive fuori sede di votare senza dover affrontare spostamenti lunghi, costosi o difficili da organizzare.
“Auspichiamo che questa sia l’ultima volta in cui ci troviamo a chiedere che la nostra proposta di legge sul voto fuorisede diventi definitiva per dare una risposta finale a tutti gli italiani che non vengono messi nelle condizioni di poter esercitare il proprio voto, simbolo della democrazia”, ha dichiarato Yari Russo, campaigner di The Good Lobby e rappresentante della Rete Voto Fuorisede.
Lo stesso appello insiste su un dato politico e sociale preciso: in una fase in cui la partecipazione elettorale è ai minimi storici, lasciare indietro chi è fuori sede significa aumentare ulteriormente la distanza tra cittadini e istituzioni.
