Milano celebra una delle figure più libere e inafferrabili della cultura italiana. Dal 5 all’8 marzo, il Teatro Oscar ospita Il mare nel cassetto, una performance che intreccia narrazione e musica per ripercorrere la via tracciata da Franco Battiato, a cinque anni dalla sua scomparsa.
Non si tratta di un semplice tributo, ma di un’immersione profonda nella “domanda delle domande” — chi sono io? — che il Maestro si pose fin da bambino, dando inizio a un cammino fatto di ascese velocissime, provocazioni e voli imprevedibili.
Flusso cronologico ed emozionale
La parte narrativa è affidata alla voce di Silvia Boschero, giornalista e storica conduttrice radiofonica, capace di guidare il pubblico in un flusso emozionale che segue sia l’ordine cronologico della carriera di Battiato, sia i grandi temi spirituali e poetici che l’hanno attraversata.
Accanto a lei, la dimensione sonora è affidata a due talenti d’eccezione: l’eclettica cantautrice genovese Giua e la violinista jazz Anaïs Drago. Insieme, le musiciste sfidano le convenzioni alternando sonorità acustiche e minimali a sperimentazioni elettroniche, rendendo omaggio al genio innovatore di Battiato senza timore di osare.
In scaletta non mancheranno pietre miliari della musica leggera italiana come Centro di gravità permanente, Cuccurucucù, La stagione dell’amore e Sentimento nuevo. I brani, reinterpretati attraverso arrangiamenti creativi, diventano il pretesto per un viaggio che, oltre a celebrare il Maestro, invita ogni spettatore alla ricerca di se stesso. La produzione, firmata Nidodiragno con la supervisione registica di Elisabetta Mazzullo, promette di trasformare il teatro in uno spazio di riflessione e gioia condivisa.
Gli appuntamenti sono fissati per la sera da giovedì a sabato, con una replica pomeridiana domenicale. Un’occasione imperdibile per riscoprire quel “centro di gravità” che Battiato ha cercato per tutta la vita, lasciandoci in eredità un mare di suoni e pensieri ancora tutto da esplorare.
