Il 2026 segna una ricorrenza fondamentale per la storia della musica mondiale: il centenario della nascita di Miles Davis.
Per celebrare l’artista che più di ogni altro ha saputo rivoluzionare i linguaggi del jazz, la rassegna Atelier Musicale presenta un evento speciale presso la Camera del Lavoro di Milano. Sabato 7 febbraio, alle ore 17.30, il testimone passerà nelle mani del trombettista Marco Mariani, protagonista di un progetto originale che mira a far rivivere le pagine più sofisticate e avanguardistiche del periodo davisiano degli anni Sessanta.
Organizzato dall’associazione culturale Secondo Maggio, l’incontro musicale si inserisce nella trentunesima edizione di una rassegna che da anni costituisce un punto di riferimento per la qualità e la ricerca sonora nel panorama milanese.
Il cuore del concerto risiede nel repertorio del cosiddetto “secondo quintetto” di Davis, quella formazione leggendaria composta da Shorter, Hancock, Carter e Williams che portò la concezione modale a vette di astrazione mai raggiunte prima.
Tuttavia, Mariani non si limiterà a una celebrazione accademica. Il programma prevede infatti due significative incursioni in altri territori: il brano Teo, simbolo della transizione verso nuove sonorità, e la celeberrima Sanctuary, pezzo intriso di quell’impronta funk-jazz che avrebbe poi dato vita alla svolta elettrica di Miles.
Una formazione d’eccellenza
Sul palco, Marco Mariani — solista di formazioni prestigiose come la Civica Jazz Band di Enrico Intra e direttore della Bocconi Jazz Business Unit — sarà affiancato da un quintetto di alto profilo, i cui membri sono tutti legati alla grande tradizione dei Civici Corsi di Jazz di Milano.
Al sax tenore siederà l’esperto Rudi Manzoli, docente della scuola milanese e profondo conoscitore dei linguaggi moderni. La sezione ritmica vedrà protagonista la contrabbassista Margherita Carbonell, nota per la sua doppia preparazione classica e jazzistica e per le collaborazioni con Enrico Intra, affiancata dal talento emergente di Daniele Delfino alla batteria e dal pianista Samuele Lindo.
L’appuntamento rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire il Davis più innovativo attraverso l’interpretazione di musicisti che uniscono la padronanza tecnica del moderno trombettismo alla passione per la sperimentazione.
