La 19esima Biennale Architettura è alle porte: dal 10 maggio al 23 novembre 2025 Venezia torna ad avere i riflettori puntati per uno degli appuntamenti più importanti dedicati all’architettura internazionale. Curata dall’ingegnere Marco Ratti, la Biennale 2025 vede come presidente di giuria l’ineffabile critico e storico dell’arte Hans Ulrich Obrist, direttore della Serpentine Gallery di Londra e amico di lunga data dell’Italia. Saranno mesi di eventi di ogni tipo tra calli e campi della laguna, sotto il claim Intelligens. Natural. Artificial. Collective., che guida il tema di questa edizione.
Quale miglior occasione per scoprire uno dei gioielli architettonici di Venezia, che esula totalmente dall’immaginario collettivo che attribuiamo alla città del Leone di San Marco, e ci porta sull’isola della Giudecca, tra i luoghi meno turistici di Venezia, nonché tra i più autentici. Parliamo del Molino Stucky, un tempo tra i più grandi impianti per la produzione della farina in Italia e oggi elegante hotel del gruppo Hilton, che vi ha aperto il più alto rooftop bar di Venezia, con una vista incredibile sulla laguna da un punto di vista totalmente inedito. Un ottimo punto di arrivo (e di partenza) per gli amanti dell’architettura alla scoperta delle novità in mostra alla Biennale.
Molino Stucky: storia del “castello della pasta”
La storia del Molino è strettamente legata alla figura di Giovanni Stucky, imprenditore veneziano di origini svizzere con grandi ambizioni. Sin da giovane si interessa alle nuove tecniche per la molitura del grano, passate da pochissimo dalla ruota a pietra all’uso di cilindri metallici. Gira le fiere di tutta Europa, deciso a portare in Italia e nella millenaria laguna veneziana ciò che aveva visto all’estero.
Nel 1884 acquista alcuni lotti sull’isola della Giudecca, che al tempo cominciava a popolarsi delle prime grandi fabbriche di Venezia, per realizzare un grandioso stabilimento industriale per la macinazione del grano, sfruttando la vicinanza del canale per il trasporto.
L’architetto Ernst Wullekopf realizza il Molino Stucky, un complesso impressionante per l’epoca, nonché uno dei più importanti esempi di architettura neogotica applicata all’industria. Lo stabilimento era illuminato a gas e, nel periodo di massima espansione, dava lavoro a 1500 operai, che lavoravano 24 ore su 24 su turni, producendo 2.500 quintali di farina al giorno.
Nel 1895 Ernst Wullekopf torna a occuparsi del mulino, ampliando gli uffici, creando il pastificio, la grande torre in stile neogotico e la facciata con l’elegante orologio. A questo stile si ispirarono molte altre fabbriche italiane, tra cui l’impianto in mattoni rossi di Crespi d’Adda. Il grande edificio non appariva più come una fabbrica tradizionale, ma come un vero e proprio “castello della pasta”.

Gli anni d’oro del Molino Stucky proseguirono fino al 1910, anno in cui Giovanni Stucky venne assassinato alla stazione di Venezia Santa Lucia da un suo dipendente. L’avvento del fascismo, della rivalutazione della lira e soprattutto dell’autarchia, costrinsero Giancarlo, figlio di Giovanni, a ridimensionare sempre di più gli affari. La guerra fece il resto, e nel 1955 il Molino Stucky chiuse i battenti per sempre.
Da allora lo splendido edificio in mattoni rossi, con la sua torre dalla guglia in ardesia, finirono in totale abbandono, attorniati anche da leggende e storie di fantasmi. Fu solo nel 1988 che la Soprintendenza alle Belle Arti la vincolò come bene culturale, dando avvio nel 2002 ai lavori di restauro e destinazione alberghiera. Nonostante un devastante incendio avvenuto nel 2003 durante i lavori di ristrutturazione, nel 2007 aprì l’Hilton Molino Stucky Venice, grande hotel a cinque stelle con 379 stanze e centro congressi.
Non solo hotel: i ristoranti e il Rooftop Bar di Molino Stucky
L’hotel è stato realizzato nel totale rispetto della struttura, esternamente e internamente, dove si possono ancora vedere i diamanti a punta rovesciata caratteristici delle tramogge del mulino. Oltre alle numerose stanze, arredate in stile moderno con vista sul Canale della Giudecca e sul profilo di Venezia, Hilton Molino Stucky Venice ospita anche una splendida piscina panoramica, una spa e due ristoranti: Aromi, dove l’Executive Chef Ivan Fargnoli propone una cucina raffinata che unisce i sapori della cucina italiana a suggestioni provenienti dall’Oriente, mentre da Bacaromi vive la tradizione tutta veneziana dei bacari, i locali dove gustare i cicchetti, piatti freddi come sarde in saor, baccalà mantecato, polipetti in umido e altre delizie tipiche della laguna.
Il pezzo forte dell’Hilton Molino Stucky Venice è però il suo Skyline Rooftop Bar, il più alto di Venezia, proprio dietro la cuspide della torre del mulino, da che da 130 anni domina la Giudecca. Qui ospiti dell’hotel, turisti e veneziani doc scampano alla folle calca delle calli per tirare il fiato e godersi dall’alto la bellezza millenaria di Venezia vista da “fuori”. Il luogo ideale dove ritirarsi dopo una giornata in Biennale, per ammirare il tappetto di architetture della laguna, fatto di contaminazioni mediorientali, greche, bizantine, rinascimentali e barocche, che accoglie senza giudizio tutta la modernità delle nuove tendenze.

I drink serviti sul tetto del Molino Stucky si ispirano alla tavolozza dei pittori veneziani, nonché ai colori del tramonto sulla laguna. Da provare, nel pieno della primavera, lo Stucky Bloom, signature cocktail del bar, dalle note fresche e floreali mixate con lo Stucky 1895 Venice Gardens Gin. Di questo drink è possibile scegliere una versione dolce e una salata, per rileggere in modo sempre diverso i sapori delle botaniche usate. The Golden Serenissima racconta invece la Venezia dei broccati e dei misteri, avvolta dal calore del cognac e della dolcezza sensuale del latte di cocco. La mente dietro la proposta mixology è della Bar Manager Valentina Mircea, con una drink list studiata in base alla stagionalità, in abbinamento a proposte gastronomiche che vanno dai classici cicchetti a proposte finger food più strutturate.
Non mancano poi eventi ed esperienze per arricchire un mood già ben avviato: djset, musica dal vivo e lezioni di mixology sono solo alcune delle idee proposte in calendario. Ma niente batte il tenere il proprio drink in mano, a confrontare i suoi colori con quelli del tramonto veneziano, che dai colori caldi dell’ocra e dell’arancione sfuma nei toni del violetto e infine del blu, lasciando accese le luci della laguna a riflettersi nel bicchiere.
