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C’è sempre un momento, nelle settimane che precedono il Salone del Mobile, in cui Milano cambia pelle. I furgoni dei trasportatori cominciano a girare per Brera e Tortona con imballi enormi, i vetri delle vetrine si riempiono di carta kraft, e nei bar del centro si sentono conversazioni che mescolano italiano, inglese e qualche parola di tedesco. La città si prepara, e chi segue il design lo avverte prima ancora che apra il primo stand.
Il 2026 non fa eccezione, ma arriva con qualcosa di diverso rispetto alle ultime edizioni. I segnali che circolano tra gli addetti ai lavori indicano un cambio di rotta nei materiali e nelle superfici: meno lucido, meno geometrico, più tattile. Per avere un quadro completo di quello che verrà presentato, il riferimento più aggiornato resta la pagina dedicata alle novità del Salone del Mobile 2026 su Tomassini Arredamenti, uno dei rivenditori italiani che segue più da vicino le anteprime dei principali brand, da Poliform a Cassina.
1) La fine delle superfici perfette: torna la materia grezza
Se il decennio scorso ha consacrato le superfici laccate e i piani in vetro satinato, il 2026 sembra orientarsi in direzione opposta. Il legno massello torna al Salone di Milano, ma non nella versione levigata e uniforme degli anni precedenti: si cercano venature più marcate, nodi visibili, finiture spazzolate che lasciano percepire la struttura del legno sotto le dita. È un’estetica che mette in primo piano l’origine del materiale, quasi una reazione al periodo in cui tutto doveva sembrare perfetto e intercambiabile.
In parallelo, il marmo si sposta verso varianti meno iconiche. Il Calacatta e il Carrara restano, ma si fanno largo i marmi verde scuro, il rosso Lepanto, i porfidi grigi con venature irregolari. Sarà interessante osservare cosa avrà da presentare Henge a Fiera di Rho in merito a questo. Superfici che hanno carattere proprio, che non fanno da sfondo ma entrano nel dialogo con il resto dell’ambiente.
2) Oltre il greige: il ritorno delle tinte decise
Sul fronte cromatico, la stagione che si prepara sembra voler archiviare definitivamente i toni neutri che hanno dominato gli ultimi anni. Non che il greige sparisca (certi classici sono troppo radicati per essere rimpiazzati in una stagione sola) ma accanto a lui stanno prendendo spazio tinte che richiedono una scelta precisa: il verde muschio, il blu notte con sottotoni violacei, il terracotta non arancione ma quasi bruciato, vicino al laterizio antico.
Il punto interessante non è il singolo colore, ma come viene usato. Non più come accent color su un cuscino o una testiera, ma come colore principale di un pezzo: un divano, una libreria, un sistema notte. Era già stato preannunciato in occasione dello scorso Salone del Mobile da MDF Italia e Miniforms, che avevano svelato alcuni dei loro prodotti più iconici in colori particolarmente accesi e originali. Una scelta che cambia completamente il peso visivo di un ambiente.
3) Dalle geometrie nette del modernismo alle forme anni ’60
Meno evidente ma forse più significativo è il cambiamento nelle silhouette. Dopo anni di spigoli netti e proporzioni quasi architettoniche, si torna a un disegno più morbido. Non pastoso o infantile (la raffinatezza rimane) ma con curve che ammorbidiscono i profili delle sedute e dei contenitori. I visitatori più attenti avevano già notato qualcosa nelle ultime collezioni di Poltrona Frau. I braccioli si allargano, le gambe si accorciano, il centro di gravità dei pezzi si abbassa.
È un fenomeno che tocca più categorie contemporaneamente: divani, poltrone, ma anche tavoli con basi scultoree che sostituiscono le gambe a sezione quadrata. Alcuni brand lo chiamano “comfort visivo”: l’idea che un mobile debba sembrare accogliente ancora prima di essere toccato. Ma quali di queste tendenze si tradurranno davvero in prodotti disponibili nei prossimi mesi?
Milano, come ogni aprile, trasformerà tutto questo in oggetti fisici da toccare e vedere. Quello che ora circola come tendenza diventerà, tra qualche settimana, una poltrona reale su cui sedersi, un tavolo intorno a cui girare. Non tutte le collezioni sono ancora state presentate ufficialmente, e molte novità emergeranno solo durante la settimana del Salone. Vale la pena arrivare preparati.
