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Milano a colori: i luoghi dove scappare dal grigiore urbano

Luigi Maffei 8 mesi fa
vie più belle di milano

Vuoi fare un viaggio da Milano a L’Avana? Oppure immergerti nei colori di Notting Hill a Londra?

Beh, ci sono due modi: prendere l’aereo (da Linate o Malpensa) oppure fare un salto in due “zone arcobaleno” della città, oasi variopinte che donano gioia alla vista e pace all’udito: il Villaggio Operaio di Via Lincoln e Via Bassano del Grappa. Semplice, economico e tanto, tanto romantico.

Via Lincoln

Quaranta case, tutte colorate, nella zona est di Milano a due passi da Piazza Cinque Giornate. Incastonato tra Via Archimede e Sottocorno, il Villaggio Operaio ti porterà in una zona esclusiva della città, atipica e dal grande fascino.

Nel giro di un attimo ti ritroverai catapultato dai palazzi ottocenteschi di Corso XXII Marzo alle strade della capitale cubana o di Portobello Road.

Il Quartiere nacque nel 1889 per volere di una cooperativa di operai di Porta Vittoria, desiderosi di costruire le proprie casette familiari su un’area occupata precedentemente dallo scalo di Porta Tosa, dismesso dopo la costruzione della vecchia Stazione Centrale di Piazza della Repubblica.

L’area prescelta, dunque, si trovava vicino all’ex stazione ferroviaria di Porta Tosa, un’area dismessa ma strategica. Le case furono concepite come villette a due piani, ognuna dotata di un piccolo giardino o cortile, un lusso per l’epoca. Il progetto originale, sebbene non si realizzò nella sua interezza a causa degli eventi storici successivi, in particolare le due guerre mondiali, riuscì a dare vita a circa una quarantina di queste graziose villette.

La peculiarità che ha reso famoso il quartiere e gli ha valso l’appellativo di “Arcobaleno” è la vivacità cromatica delle facciate. Gli abitanti, nel corso degli anni, hanno iniziato a personalizzare le proprie case dipingendole con una tavolozza di tinte pastello allegre: dall’azzurro al giallo, dal rosa al verde.

Questa “sfida cromatica” ha trasformato la via in una sinfonia di colori che, unitamente ai roseti, alle aiuole fiorite e agli alberi da frutto che si affacciano dai cancelli, crea un’atmosfera quasi fiabesca.

Nonostante sia diventato da pochi anni un luogo turistico, il Villaggio non è sommerso dal caos dei curiosi. Un luogo ideale, dunque, per due passi nella pace dei colori e del silenzio.

Via Bassano del Grappa

Se invece ti trovi nella zona nord di Milano nei pressi di Piazzale Loreto ti consigliamo un altro luogo dai colori pastello, rilassante e godibile.

Stiamo parlando di Via Bassano del Grappa, una stradina nascosta tra le pieghe della lunga Via Padova, alle spalle del ponte ferroviario. Piccola e avvolta nella quiete, la via è un insieme di case dalle tinte caraibiche, aliene dal contesto di una Via Padova che non brilla certo per bellezza estetica.

A differenza del contesto frenetico e multietnico della via principale, questa stradina, in gran parte privata, è una vera e propria pausa visiva e sonora. Le case colorate di Via Bassano del Grappa sono un gruppo di circa una ventina di villette a schiera, che si sviluppano su uno o al massimo due piani.

Furono erette a cavallo del Novecento, tra il 1910 e il 1915, in quello che all’epoca era il comune autonomo di Turro, prima della sua annessione a Milano.

Lo stile è tipicamente eclettico, con richiami al Liberty nelle decorazioni, come le inferiate e i balconi. Ciò che colpisce è la tavolozza di tinte pastello che ricopre le facciate: rosa, verde salvia, giallo, lilla, azzurro carta da zucchero. Non sono colori frutto di un progetto unitario iniziale, ma derivano dalla successiva e costante cura dei residenti che, nel tempo, hanno investito nella ristrutturazione e nella personalizzazione degli esterni.