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Olimpiadi in mostra: gli appuntamenti con l’arte a Milano Cortina 2026

mostre milano cortina

Manca sempre meno all’apertura ufficiale dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Tutta l’attenzione è rivolta al mondo degli sport invernali, dal teatro all’arte. All’interno del palinsesto di Olimpiadi per la Cultura ci sono tantissime mostre, da quella appena inaugurata sui Macchiaioli a Palazzo Reale fino all’interessante esposizione alla Fondazione Rovati dedicata al mito olimpico lungo i millenni. Scopriamo quali mostre “olimpiche” ci riserva Milano in tempo di Giochi!

Fabbrica Eos Gallery, Milano

Viale Pasubio 8/a – 20154 Milano

EYES TO THE SKY – Marco Tamburro

In occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026, la Fabbrica Eos Gallery presenta EYES TO THE SKY, mostra personale di Marco Tamburro, artista tra i più riconoscibili della scena contemporanea italiana per la forza teatrale della sua pittura e la monumentalità dei suoi formati. Visitabile dal 5 febbraio al 7 marzo 2026, l’esposizione si inserisce nel programma culturale che accompagna l’evento sportivo più atteso dell’anno, mettendo in dialogo due universi solo apparentemente distanti: arte e sport.

Il progetto espositivo riunisce una serie di opere inedite che affrontano il tema del movimento, della disciplina e della tensione verso il traguardo, con alcune città italiane e gli sport olimpici invernali come protagonisti della narrazione pittorica. Tamburro prosegue così il percorso già avviato con il murale Apri alla Vita, realizzato per l’Ospedale Niguarda: un’opera simbolica che celebra energia e vitalità attraverso segni rapidi, colori accesi e un immaginario inconfondibile.

Il titolo EYES TO THE SKY suggerisce un gesto universale: lo sguardo rivolto verso l’alto, tipico della vittoria ma anche della fragilità, del bisogno di forza dopo una caduta. In questa tensione tra cielo e terra, tra istante sportivo e tempo sospeso dell’arte, Tamburro costruisce una pittura potente, emotiva e fisica, capace di trasformare l’esperienza olimpica in una riflessione visiva sul desiderio umano di superare i propri limiti. La mostra è visitabile anche in contemporanea a Cortina presso la Galleria Luigi Proietti.

  • Date della mostra: 5 febbraio – 7 marzo 2026
  • Prezzo della mostra: ingresso libero

ADI Design Museum

Piazza Compasso d’Oro 1 – 20154 Milano

IN-PLAY. Design for Sport

Con IN-PLAY. Design for Sport, l’ADI Design Museum porta al centro della scena un tema spesso dato per scontato: lo sport non come semplice competizione, ma come diritto umano fondamentale e spazio condiviso, capace di riflettere (e influenzare) le trasformazioni culturali della società contemporanea. Inserita nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, la mostra propone un’indagine lucida e attuale su come il design stia ridefinendo l’esperienza sportiva, aprendo nuove possibilità di accesso, inclusione e performance.

Il percorso espositivo, curato da Davide Fabio Colaci con Giulia Novati, intreccia progetti, storie, dati e ricerca scientifica per raccontare uno sport che cambia pelle: dalle innovazioni nei materiali alle sperimentazioni nel campo biomedicale, fino agli strumenti che modificano il modo in cui ci alleniamo, competiamo e ci relazioniamo al corpo. Il design emerge qui come un osservatore privilegiato e insieme come protagonista, capace di dare forma concreta a nuove visioni del movimento e della sfida.

IN-PLAY è una mostra che parla di futuro, ma lo fa attraverso oggetti e idee già presenti nel nostro quotidiano: tecnologie, dispositivi e progetti che spostano i confini della competizione e interrogano il concetto stesso di equità nello sport. Il progetto grafico firmato Studio òbelo e l’installazione video di Somewhere Studio completano l’esperienza, rendendola immersiva e narrativa. Una tappa imperdibile per chi ama il design e vuole leggere lo sport come fenomeno culturale globale.

  • Date della mostra: 3 febbraio – 6 aprile 2026
  • Prezzo della mostra: intero 15€, ridotto 12€

Villa Burba, Rho

Corso Europa 291 – Rho (MI)

Storia e Gloria del Pattinaggio di Velocità – La cultura olandese del ghiaccio arriva a Rho

Nel pieno dell’atmosfera dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Rho si prepara a diventare uno dei centri nevralgici dello sport internazionale. Ed è proprio in questo contesto, a pochi passi dalla venue olimpica che ospiterà le competizioni di pattinaggio di velocità su pista lunga e hockey su ghiaccio, che Villa Burba accoglie una mostra dal respiro sorprendentemente ampio: Storia e Gloria del Pattinaggio di Velocità – La cultura olandese del ghiaccio arriva a Rho.

Dal 7 al 22 febbraio 2026, l’esposizione racconta non solo l’evoluzione di una disciplina sportiva, ma soprattutto la sua dimensione culturale e identitaria, profondamente radicata nei Paesi Bassi. Qui il pattinaggio non è mai stato soltanto performance e medaglie: per secoli il ghiaccio ha unito città e comunità, cancellando distanze e differenze sociali, trasformandosi in una vera infrastruttura di vita quotidiana. La mostra mette in evidenza anche il legame speciale tra Rho e Heerenveen, città olandese simbolo dello speed skating e sede dello storico stadio del ghiaccio Thialf.

Il percorso attinge alla straordinaria collezione del Museo Frisone del Pattinaggio, la più grande al mondo, e dedica ampio spazio al mito dell’Elfstedentocht: la leggendaria maratona di 199 chilometri lungo undici città della Frisia, realizzabile solo in condizioni di gelo estremo. Fotografie, filmati d’archivio e oggetti originali ricostruiscono un racconto fatto di tradizione, innovazione e futuro, tra pattini “clap”, tute aerodinamiche e arene indoor sempre più sostenibili. Un appuntamento perfetto per chi vuole vivere l’Olimpiade anche fuori dagli stadi, entrando nel cuore di una cultura del ghiaccio che parla di sport, società e memoria collettiva.

  • Date della mostra: 7 – 22 febbraio 2026
  • Prezzo della mostra: ingresso libero

Palazzo Pirelli

Via Fabio Filzi 22 – Milano

Leggi radiografiche, trasparenze documentate – Feuei Tola

Cosa succede quando l’arte sceglie di lavorare non sulla superficie, ma su ciò che normalmente resta nascosto? Con Leggi radiografiche, trasparenze documentate, Feuei Tola porta a Palazzo Pirelli un progetto espositivo di forte impatto concettuale e visivo, in cui la materia stessa dell’opera diventa metafora di identità, verità e responsabilità collettiva. Dal 3 al 13 febbraio 2026, lo spazio istituzionale simbolo della legislazione lombarda si trasforma in luogo di interrogazione, dove corpo, legge e pensiero entrano in dialogo in modo diretto e sorprendente.

Curata da Amedeo Anelli, la mostra si sviluppa al pianterreno lungo una parete di circa tredici metri, con una sequenza di installazioni polimateriche realizzate tra il 2023 e il 2025. Protagoniste assolute sono le “radiografiche”: radiografie originali usate come superficie pittorica e dispositivo poetico. Attraverso trasparenze e stratificazioni, l’artista costruisce opere che funzionano come documenti simbolici, capaci di evocare e nascondere, rivelare e trattenere, trasformando l’immagine clinica in linguaggio estetico e filosofico.

La luce che attraversa queste radiografie diventa elemento narrativo: un viaggio verso l’interno, verso ciò che definisce l’essere umano oltre l’apparenza. Il segno bitonale rosso-nero, cifra stilistica distintiva di Tola, guida lo sguardo in una dimensione sospesa tra iconismo e astrazione, dove la legge appare non solo come norma, ma come protezione e fondamento dell’esistenza. Un’esposizione che invita a sostare, osservare e riflettere, in un’epoca in cui la trasparenza è più che mai un’urgenza etica.

  • Date della mostra: 3 – 13 febbraio 2026
  • Prezzo della mostra: ingresso libero

Fabbrica del Vapore

Via Giulio Cesare Procaccini 4 – Milano

Water and Peaks. An Olympic Journey Through the Alps

Con Water and Peaks. An Olympic Journey Through the Alps, la montagna entra a Milano in tutta la sua potenza visiva e fragilità contemporanea. Allestita alla Fabbrica del Vapore – Sala delle Colonne, dal 12 febbraio al 6 aprile 2026, la mostra nasce in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 e si presenta come un’esperienza immersiva che unisce arte, natura e percezione sensoriale.

Protagonisti assoluti sono i 30 acquerelli monumentali di Silvia De Bastiani, artista tra le più raffinate interpreti del paesaggio alpino contemporaneo. Opere di dimensioni imponenti (fino a 2,3 x 4,5 metri) trasformano la carta in un orizzonte aperto: pareti di roccia, stratificazioni geologiche, vegetazione e mutamenti atmosferici diventano materia viva, osservata con rigore quasi scientifico e restituita con una sensibilità poetica capace di sospendere il tempo. Nelle sue immagini, la montagna non è semplice soggetto, ma organismo in trasformazione, oggi più che mai al centro delle urgenze climatiche.

A rendere la visita ancora più coinvolgente è l’intervento sensoriale firmato ALPS Cortina: una fragranza diffusa nello spazio grazie alla tecnologia VivaScentz®, pensata per stimolare emozioni e memoria. Il risultato è un percorso multisensoriale che amplifica la contemplazione e trasforma la mostra in un viaggio percettivo tra luce, silenzio e aria d’alta quota.

Curata da Vera Agosti e prodotta da Fabbrica del Vapore – Comune di Milano con Fondazione Federica Galli ETS, l’esposizione è completata da una video-installazione sul processo creativo dell’artista e da un laboratorio dedicato ai più piccoli. Un appuntamento perfetto per chi vuole vivere lo spirito olimpico attraverso lo sguardo dell’arte.

  • Date della mostra: 12 febbraio – 6 aprile 2026
  • Prezzo della mostra: ingresso gratuito

Stazione Metro Portello (Linea M5)

Piazzale Carlo Magno – Milano

FUNDAMENTALS. 1924–2026 · Sport Olimpici su ghiaccio

La metropolitana si trasforma in museo urbano con FUNDAMENTALS. 1924–2026 · Sport Olimpici su ghiaccio, una grande installazione pubblica che porta la storia degli sport invernali direttamente nel flusso quotidiano della città. Inaugurato a fine gennaio e visitabile fino al 28 marzo 2026, il progetto trasforma la stazione Portello (M5) in un ambiente immersivo, dove grafica, cultura visiva e divulgazione sportiva si incontrano in un racconto accessibile e sorprendente.

Nato dalla collaborazione tra YesMilano, Museo Olimpico e Metro 5, FUNDAMENTALS celebra un secolo di sport olimpici su ghiaccio attraverso illustrazioni di grande formato dedicate alle quattro discipline ospitate a Milano durante i Giochi: hockey su ghiaccio, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità e short track. Le immagini – selezionate dalle collezioni del Museo Olimpico di Losanna e reinterpretate con un linguaggio grafico ispirato alla cultura visiva milanese – diventano una mappa dinamica di movimenti, regole, campioni e momenti chiave della storia olimpica.

Il lavoro degli artisti Tomo Tomo costruisce un vero “alfabeto visivo” fatto di infografiche, schemi e figure in azione: da un lato la precisione del dato, dall’altro l’energia del gesto atletico, con un omaggio evidente agli stilemi del Futurismo. Un progetto che non si limita a decorare lo spazio pubblico, ma lo trasforma in esperienza culturale diffusa, in linea con lo spirito dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026.

La scelta della stazione Portello è anche strategica: a pochi passi dal Main Press Center in Fiera Milano, l’installazione diventa un primo biglietto da visita per i giornalisti e i visitatori internazionali, raccontando i Giochi prima ancora che inizino.

  • Date della mostra: fino al 28 marzo 2026
  • Prezzo della mostra: ingresso libero (accessibile con biglietto metro)

Triennale Milano

Viale Emilio Alemagna 6 – 20121 Milano

White Out. The Future of Winter Sports

Triennale Milano accende i riflettori sul futuro degli sport invernali con White Out. The Future of Winter Sports, mostra che intreccia design, tecnologia e cambiamento climatico in un racconto tanto affascinante quanto urgente. Dal 28 gennaio al 15 marzo 2026, l’esposizione – realizzata nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 – è curata da Konstantin Grcic e Marco Sammicheli e nasce come una riflessione sull’intelligenza progettuale necessaria per affrontare le condizioni estreme della montagna, oggi sempre più trasformate dalla crisi ambientale.

Il titolo richiama il fenomeno del “white out”, quell’effetto ottico tipico dell’alta quota in cui cielo e neve si fondono cancellando i punti di riferimento. Un’immagine perfetta per raccontare un presente in cui anche la montagna, simbolo di stabilità e permanenza, diventa terreno fragile e imprevedibile. In questo scenario, il design assume un ruolo decisivo: non solo estetica e performance, ma ricerca applicata, sicurezza, materiali innovativi e nuove soluzioni per l’abitare e il muoversi in ambienti sempre più complessi.

Allestita negli spazi della Design Platform, la mostra presenta circa 200 oggetti progettati tra il 1938 e il 2026: sci e snowboard, maschere, scarponi, equipaggiamenti tecnici, protesi mediche, arredi e installazioni multimediali, fino a infrastrutture e progetti architettonici. Il percorso è suddiviso in nove sezioni tematiche – tra cui Safety, Extremes e Futures – e costruisce un archivio visivo potente, dove storia e innovazione dialogano senza nostalgia.

White Out è una mostra per chi ama il design come strumento di lettura del mondo: un viaggio tra oggetti iconici e visioni radicali che raccontano come il progetto possa ancora guidarci, anche quando la direzione sembra scomparire.

  • Date della mostra: 28 gennaio – 15 marzo 2026
  • Prezzo della mostra: Ingresso gratuito

Fabbrica del Vapore

Via Giulio Cesare Procaccini 4 – 20154 Milano

A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt – Stefano Zardini

In occasione dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, la Fabbrica del Vapore coproduce A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt, grande mostra fotografica dedicata a Stefano Zardini, autore ampezzano dalla visione potente e stratificata, capace di trasformare la montagna in un racconto contemporaneo fatto di memoria, identità e immaginario collettivo. Dal 13 febbraio al 13 aprile 2026, l’esposizione – promossa dalla Provincia di Bolzano e patrocinata dal Comune di Cortina d’Ampezzo – si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale, celebrando non solo lo sport ma soprattutto lo spirito creativo delle comunità alpine.

Negli ampi spazi milanesi viene presentata la trilogia completa del fotografo: The Pioneers’ Passion, Snowland e Tracce – Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio. Tre nuclei profondamente diversi, ma uniti da un pensiero visionario che attraversa luoghi, silenzi e presenze umane. The Pioneers’ Passion nasce da un archivio fotografico di famiglia e rilegge, con interventi grafici e cromatici in chiave pop, le immagini d’epoca dei primi pionieri della montagna: sciatori, discese in bob, pattinaggio e avventure sulle cime diventano icone di energia e futuro. Snowland propone invece una lettura provocatoria delle Dolomiti come fun-park contemporaneo, interrogando il rapporto tra turismo, paesaggio e trasformazioni culturali. Più intimo e contemplativo, Tracce mette al centro la neve come “tela” attraversata da segni e traiettorie, in una trama mutevole dove il gesto sportivo diventa scrittura.

Completano il percorso fotografie storiche delle Olimpiadi di Cortina 1956 e un allestimento scenografico curato da Margherita Palli, che amplifica il dialogo tra città e vette. Una mostra immersiva e poetica, perfetta per chi vuole vivere lo spirito olimpico attraverso lo sguardo dell’arte.

  • Date della mostra: 13 febbraio – 13 aprile 2026
  • Prezzo della mostra: ingresso libero

Kasa dei Libri

Largo Aldo De Benedetti 4 – 20124 Milano

La torcia che brucia

In tempo olimpico, la torcia è simbolo di pace, continuità e sospensione del conflitto. Ma cosa accade quando lo stesso fuoco diventa strumento di distruzione? Con La torcia che brucia, la Kasa dei Libri propone una mostra intensa e necessaria che dialoga idealmente con le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, scegliendo però di raccontarne il lato oscuro: quello dei roghi di libri, delle idee cancellate, delle memorie perseguitate.

Dal 11 febbraio al 5 marzo 2026, il percorso espositivo prende le mosse dal rogo di Berlino del 1933, quando circa 25.000 volumi furono bruciati pubblicamente in una ritualità inquietante, accompagnata da torce, slogan e “sentenze” pronunciate contro autori accusati di corrompere lo spirito tedesco. La mostra ricostruisce quell’evento attraverso un allestimento che richiama i colori e i ritmi del fuoco, articolandosi in nove aree dedicate agli autori messi al bando, presentati nell’ordine in cui i loro libri furono gettati tra le fiamme. In esposizione edizioni coeve – spesso in tedesco e in traduzione italiana – che rivelano un paradosso storico: molti di questi testi continuarono a circolare anche in Italia dopo il 1933.

In dialogo con la storia tedesca, la mostra approfondisce anche il caso degli autori italiani bruciati dal nazismo e affronta il tema dell’“arte degenerata”, documentato attraverso libri d’artista e materiali legati a maestri come Chagall e Kandinskij. Un capitolo fondamentale è dedicato alla Querido Verlag di Amsterdam, casa editrice che tra il 1933 e il 1940 pubblicò oltre cento libri banditi, trasformando la carta in atto di resistenza. Il finale si affida a Fahrenheit 451, simbolo universale della difesa della memoria: qui il fuoco non illumina lo sport, ma la coscienza.

  • Date della mostra: 11 febbraio – 5 marzo 2026
  • Prezzo della mostra: ingresso gratuito

Villa Ghirlanda, Cinisello Balsamo (Milano)

Via Giovanni Frova 10 – Cinisello Balsamo (MI)

Scenari Alpini. Paesaggi e Comunità di Lombardia fra tradizioni e futuro

Un viaggio tra montagne, memorie e visioni contemporanee: Scenari Alpini. Paesaggi e Comunità di Lombardia fra tradizioni e futuro, a cura di Matteo Balduzzi, porta nelle sale di Villa Ghirlanda un racconto corale dedicato alle Alpi lombarde, tra identità culturale e trasformazioni in atto. Dal 31 gennaio al 3 maggio 2026, la mostra – parte del programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026 – conferma il ruolo del MUNAF come osservatorio sensibile e attento sul paesaggio, inteso non solo come scenario naturale ma come spazio abitato, attraversato da storie, lavoro, riti e cambiamenti.

Ad aprire il percorso è Rhônegletscher 02 di Walter Niedermayr, veduta del ghiacciaio del Rodano che introduce immediatamente il tema della fragilità ambientale e del rapporto tra uomo e alta quota. Da qui, l’esposizione si muove come un itinerario geografico e simbolico che attraversa la Val Camonica, le Orobie, Bormio e Livigno, fino alla Val Seriana e alla Val di Mello, costruendo una mappa complessa della montagna lombarda. In mostra sette progetti di artisti visivi selezionati tramite la Call for Project promossa dal MUNAF, con opere che spaziano dalla fotografia al video, dall’installazione multimediale all’indagine etnografica.

I lavori raccontano comunità e territori in modo stratificato: Stefano Boccalini riattiva saperi collettivi legati alla tessitura; Chiara Brambilla e Luca Mosso esplorano una relazione non-antropocentrica con la natura; Alessandro Dini e Yirong Wu riflettono sulle trasformazioni legate ai Giochi; Benedetta Ristori dà voce alle donne delle comunità alpine; Francesco Merlini intreccia geografia e poesia; Alessandro Laita e Chiaralice Rizzi rileggono i riti del fuoco con l’intelligenza artificiale; Luca Vigliani e Tomaso Clavarino evocano presenze mitologiche tra passato e presente. Scenari Alpini è una mostra che unisce ricerca artistica e racconto territoriale, restituendo una montagna viva, complessa e tutt’altro che immobile.

  • Date della mostra: 31 gennaio – 3 maggio 2026
  • Prezzo della mostra: ingresso gratuito

PhotoSquare – Aeroporto Milano Malpensa, Terminal 1

Aeroporto di Milano Malpensa – Terminal 1, Ferno (VA)

WHITE ENTROPY – Jacopo Di Cera

Portare un ghiacciaio dentro un aeroporto sembra un gesto impossibile. Eppure è proprio su questo cortocircuito che si fonda WHITE ENTROPY, mostra personale di Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, ospitata al PhotoSquare di Malpensa Terminal 1 dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026, nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Qui, nel luogo simbolo del movimento e della velocità globale, la montagna si trasforma in esperienza sensibile, invitando il pubblico a rallentare e guardare con consapevolezza.

Il percorso espositivo riunisce 23 fotografie zenitali di grande formato realizzate tra Monte Bianco, Cortina d’Ampezzo, Val di Fassa, Val Badia, Alpe di Siusi e altri territori alpini. Il bianco della neve si scompone in trame quasi astratte: segni, solchi e ferite raccontano un paesaggio in continua riscrittura, dove la presenza umana diventa sempre più evidente e il ghiaccio appare come memoria in dissoluzione. Di Cera costruisce un racconto visivo che procede dalla purezza iniziale alla folla, dalla distanza contemplativa all’impatto diretto.

Il cuore della mostra è una potente installazione site-specific: una grande superficie di carta fotografica stampata con la visione dall’alto del ghiacciaio del Monte Bianco viene stesa a terra e attraversata dai visitatori. Camminare diventa atto artistico e, insieme, gesto irreversibile: ogni passo lascia una traccia, consuma, deteriora. Il pubblico partecipa così al processo di “scioglimento”, trasformando la fragilità del ghiaccio in esperienza fisica e collettiva.

WHITE ENTROPY è una mostra che non si limita a denunciare: rende visibile e tangibile l’idea di entropia, di perdita e trasformazione. Un altare ribaltato in cui l’immagine vive proprio mentre si degrada, ricordandoci che la natura non è uno sfondo, ma un territorio che cambia con noi.

  • Date della mostra: 4 dicembre 2025 – 31 marzo 2026
  • Prezzo della mostra: ingresso libero