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Pietre d’inciampo a Milano: 21 nuove pose nel Giorno della Memoria

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Pietre d'inciampo a memoria delle famiglie Brandis e Holzinger. Foto di proprietà della Comunità Ebraica di Milano

Le “pietre d’inciampo” (Stolpersteine) sono dei sanpietrini di ottone realizzati da un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig, che dal 1992 si stanno diffondendo in tutte le città europee. Al 2026 sono arrivate a quota 100mila in tutta Europa, di cui 246 solo a Milano.

L’obiettivo delle installazioni è quella di ricordare il luogo in cui abitava una persona deportata verso i campi di sterminio nazisti perché ebrea, omosessuale, di etnia rom o antifascista. Inciampare sulle pietre significa inciampare nelle vite interrotte di migliaia di persone che non sono mai più tornate alle loro case. Sulla piccola lastra dorata sono riportati semplicemente il nome, la data di nascita e la data e il luogo della deportazione.

21 nuove pietre d’inciampo a Milano nel 2026

Le pietre d’inciampo sono arrivate anche in Italia a partire dal 2010, quando le prime vennero collocate nel ghetto di Roma. Al momento sono più di 1300 le targhe poste davanti alle case dei deportati dal regime nazifascista in Italia.

Milano è una delle città dove le pietre sono più numerose (245 ad oggi), con tanti nomi ancora da “riportare a casa”. Le prime pietre d’inciampo poste a Milano sono state installate nel 2017 in Corso Magenta 55, dove abitavano Alberto, Olga e Giuseppe Segre, i nonni e il padre della senatrice a vita Liliana Segre, deportata con loro all’età di 13 anni e unica sopravvissuta della famiglia al campo di sterminio di Aushwitz.

Il Comitato per le “Pietre d’Inciampo” di Milano si propone di installare dalle 12 alle 24 pietre ogni anno, fino a onorare tutti i deportati milanesi. Nel 2026 verranno poste 21 nuove pietre d’inciampo, le prime la mattina del 22 gennaio, mentre le restanti verranno posate il 12 marzo 2026.

Indirizzi e storie: le pietre d’inciampo posate nel 2026

  • Eugenio Glücksmann (via Foppa 61, Municipio 6): Nato a Barsonyos in Ungheria nel 1890 giunge a Milano nel 1938 dopo essere stato internato a Manfredonia (Foggia), Tossicia (Teramo) e Cantù (Como) dove si riunisce alla moglie Enrichetta Weiss e alla figlia Elena. Deportato a Fossoli e ad Auschwitz, dove muore.
  • Alfredo Pozzi (Ripa di Porta Ticinese 71, Municipio 6): Nato a Lacchiarella nel 1909, operaio della Innocenti, arrestato insieme ad altri 14 compagni di lotta all’interno della fabbrica, viene portato a San Vittore. Deportato a Mauthausen muore ad Hartheim.
  • Ferruccio Bolognesi (via Paolo da Cannobio, angolo via Albricci, Municipio 1): Nato a Roma nel 1889. Si trasferisce a Milano dove fa l’attore. Vive con la moglie e la figlia. Deportato a Mauthausen e ad Hartheim.
  • Guido Basile (via Sant’Antonio 14, Municipio 1): Nato a Palermo nel 1893, avvocato, sposa il soprano cesenate Dora De Giovanni. Arrestato all’Albergo Regina per aver difeso Tullio Colombo, commerciante ebreo. Deportato, muore a Mauthausen.
  • Tullio Carnevale (via Vasto 1, Municipio 1): Nato a Gallivola, in provincia di Pavia, nel 1925. Dipendente del Comune di Milano, il padre è un manovratore Atm. Arrestato per propaganda antifascista. Deportato, muore a Mauthausen.
  • Alfonso Montuoro (via Giuseppina Lazzaroni 12, Municipio 2): Nato a Palermo nel 1907. Laureato in legge, si trasferisce a Milano e lavora in una compagnia di assicurazioni. Attivo nella resistenza fornisce armi, munizioni e vettovaglie per i primi Gruppi di Azione Patriottica milanesi. Sua sorella, Maria Montuoro, sopravvive alla deportazione. Lo scorso marzo il Comune le ha dedicato il giardino di via dei Transiti. Lui è ucciso a Mauthausen pochi giorni dopo la Liberazione, il 30 aprile del 1945.
  • Anna Semmel Bogner e Tyna Semmel (via Lambro 7, Municipio 3): Madre e figlia, di origini ungheresi, arrivano in Italia nell’ottobre del 1938 cercando rifugio dal crescente antisemitismo nell’Europa dell’est. Deportate, muoiono ad Auschwitz.
  • Famiglia Morais-Tedeschi (viale Abruzzi 48): Carlo Morais nato a Genova nel 1901, Ida Mafalda Tedeschi, nata a Verona il 16 febbraio 1903 e i figli Graziella nata a Torino nel 1927 e Alberto, nato a Milano nel 1930. Il padre Carlo è ingegnere elettrico alla Pirelli. Con l’emanazione delle leggi razziali i bambini sono esclusi da scuola e frequentano la scuola ebraica. Tentano la fuga in Svizzera, ma sono arrestati. Deportati, muoiono tutti nei campi di sterminio. Madre e figli sono uccisi all’arrivo, il padre Carlo muore un anno dopo.

Il 12 marzo verranno posate le pietre che ricordano:

  • Roberto Terrevazzi (via Mambretti 5, Municipio 8): Nato a Caronno Milanese nel 1926, è un partigiano. Deportato a Gusen e Mauthausen.
  • Donino Bergamaschi (via Palanzone 17, Municipio 9): Nato a Linarolo, in provincia di Pavia nel 1905. Tipografo, è arrestato con l’accusa di svolgere attività comunista nella zona di Niguarda. Condannato a tre anni di confino a Ventotene, liberato e più volte arrestato, alla fine è deportato prima a Mauthausen e poi a Gusen e infine a Hartheim, dove muore.
  • Emilio Bassi (via Imbonati 25, Municipio 9): Nato a Gorlago, in provincia di Bergamo, nel 1907. Si trasferisce a Milano e lavora come operaio elettrotecnico, partigiano, è arrestato nel varesotto. Deportato, muore a Mauthausen.
  • Ermanno Sola (via Arbe 55, Municipio 2): Nato a Trieste nel 1927. Si trasferisce a Milano ed entra nel movimento partigiano. Lavoratore civile in Germania, muore a seguito di un bombardamento. La sua salma è stata traslata a Francoforte sul Meno nel Cimitero Militare Italiano.
  • Emanuele Giuffrida (via Sant’Erlembaldo 2, Municipio 2): Nato a Malta nel 1906. Sposato con 7 figli, dal 1941 operaio dell’Alfa Romeo, dove lavora come fucinatore di armi, in fabbrica svolge attività antifascista. È arrestato nella sua casa dai militi della Muti dopo gli scioperi del marzo del 1944. Deportato a Mauthausen, muore a Gusen.
  • Famiglia Sorias-Arditi (via Pacini 20, Municipio 3): Mosè Sorias, nato a Cipro nel 1909, la moglie Clara Sorias Arditi, nata a Smirne nel 1915 e i figli Carmen, nata a Milano nel 1939 e Giuseppe, nato a Milano nel 1941. Il padre Mosè è commerciante tessile. Per sfuggire ai bombardamenti su Milano sfollano a Serina in provincia di Bergamo. Tornati a Milano sono arrestati. La figlia Carmen non viene trovata e si salva. Padre, madre e fratello sono deportati ad Auschwitz. Il piccolo Giuseppe di appena 3 anni è ucciso all’arrivo.
  • Ada Vitali in Levi (via Goldoni 51, Municipio 3): Nata a Conegliano Veneto nel 1886. Sposa Ernesto Levi e con lui si trasferisce a Milano dove nascono Paola, Gustavo e Giacomo. Casalinga, quando scoppia la guerra è vedova e vive nella casa del figlio Gustavo che cerca di organizzare la fuga per la mamma. Viene arrestata vicino a Como. Deportata a Fossoli, muore a Mauthausen.

Pietre d’inciampo a Milano: la mappa

Il Comitato per le “Pietre d’Inciampo” ha sviluppato anche una mappa molto dettagliata,  su cui trovare tutte le pietre collocate a Milano, con tutti i dettagli sulla persona ricordata.

A partire dal 27 gennaio 2021 esiste anche un canale Instagram dedicato alla memoria delle pietre d’inciampo, dove si approfondiscono le storie dei nomi nascosti dietro le targhe.