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Stelle Michelin 2026: i premiati a Milano, tra new entry e riconferme

stelle michelin milano 2026

Si sono concluse poche ore fa le assegnazioni della Guida Michelin 2026, con la premiazione di centinaia di ristoranti d’eccellenza su tutto il territorio italiano da Nord a Sud. Sono 22 le nuove stelle in tutta Italia, mentre si aggiungono due nuovi bi-stellati e un nuovo tre stelle: il ristorante La Rei Natura di Serralunga d’Alba (CN) guidato da Michelangelo Mammoliti, che ottiene il prezioso riconoscimento a poco più di due anni dall’apertura.

Ma quali e quante stelle Michelin sono cadute sul panorama enogastronomico di Milano? Tra riconferme e nuovi premiati, il capoluogo meneghino si conferma ancora uno dei principali centri della cucina gourmet in Italia.

Da Bartolini ad Andrea Aprea: i professionisti della stella

Anche per il 2026 Michelin riconferma il primato dei grandi della cucina milanese, da Bartolini al Mudec, che troneggia come l’unico 3 stelle di Milano, insieme a un altro chef “da museo” come Andrea Aprea, che conferma le sue due stelle Michelin presso il Ristorante Andrea Aprea, all’interno della Fondazione Luigi Rovati, nata nel 2022 per ospitare la collezione dell’omonima famiglia, tra archeologia etrusca e arte contemporanea.

Le origini campane dello chef si leggono nei tre menù degustazione: Contemporaneità, 4 portate tra memoria e innovazione; Partenope, viaggio in 6 portate nelle suggestioni della Campania e Signature, un percorso strutturato in 8 portate all’interno della filosofia di cucina dello chef Aprea.

Due stelle confermate anche per Seta by Antonio Guida, il ristorante all’interno del raffinato Mandarin Oriental, vera oasi di piacere per corpo e mente all’interno della città (avevamo parlato della sua spa da Mille e una notte in un altro articolo). I menù degustazione sono pensati per ruotare intorno alla filosofia culinaria dello chef, alla stagione in corso valorizzandone i prodotti e nel caso del terzo menù intorno a un unico prodotto, raccontato in diverse versioni. Seta si distingue anche per la raffinata selezione di vini, con etichette ricercate e annate importanti.

Una stella a testa per i fratelli Capitaneo, di Verso Capitaneo, ristorante in piazza del Duomo caratterizzato dall’importante cucina a vista, vero fulcro del locale. Vedere lavorare i due fratelli in sinergia, nonostante i caratteri diversi, è un’esperienza nell’esperienza. Qui le materie prime vengono esaltate da una ricerca tecnica meticolosa, che riporta all’essenza il sapore vero delle cose.

Riconfermano la stella milanese Berton, Anima, Cracco in Galleria, Contraste, Horto (premiato anche con la stella Verde), Il Luogo Aimo e Nadia, Iyo e Iyo Kaiseki, Joia e Sadler, insieme a Moebius Sperimentale e Sine by Di Pinto, entrati nel mondo del Macaron Michelin nella guida 2025.

Due nuove stelle milanesi: Procaccini e Abba

A solamente un anno dall’apertura Abba, il ristorante guidato da Fabio Abbattista ottiene la sua prima stella Michelin. Originario di Molfetta, classe 1997, di cucine stellate Abbastista ha una grande esperienza: formatosi a Londra, prima con Stefano Cavallini al The Halkin e poi al The Square di Philip Howard, ha lavorato con innumerevoli chef di altissimo profilo all’estero, per ritornare in Italia con Fabio Baldassarre per l’apertura di Unico, che in soli sei mesi conquista la stella Michelin.

Dopo un’esperienza a L’Albereta Relais & Château in Franciacorta, nel 2024 torna a Milano per aprire Abba, in  via Varesina 177, un ristorante nato per valorizzare, tramite ricerca delle materie prime e l’unione di tradizione e nuove tecniche, la cucina italiana. “Questa Stella la condivido con tutte le persone che mi hanno affiancato in questi anni e che hanno contribuito a farmi raggiungere questa maturità e consapevolezza; ringrazio anche i miei collaboratori che lavorano con me per offrire ai nostri ospiti un’esperienza capace di restituire la passione instancabile per questo lavoro e per il piacere di accoglierli. Questa Stella premia infine la scelta di aver aperto il mio ristorante in un contesto insolito, dove è necessario prestare attenzione alla qualità dell’offerta in un dialogo diretto con il pubblico permettendoci di creare una relazione personale, motore di questo mestiere. Grazie quindi per aver premiato il mio sogno e la mia visione“, ha commentato così l’assegnazione della Stella lo chef.

Ottiene la sua prima stella anche Chef Emin Haziri di Procaccini, ristorante che fa dell’accoglienza e del calore la sua bandiera. Lo chef ha dedicato il riconoscimento a tutta la sua brigata: “Una cucina stellata non nasce da un singolo, ma dalla forza di una squadra. Ognuno, dal più esperto allo stagista, porta ogni giorno idee, responsabilità ed energia. Senza di loro, niente di tutto questo sarebbe possibile“.

Procaccini non si pone come tempio della gastronomia, ma come un luogo informale, dove chiunque possa sentirsi a casa. I piatti sono frutto di lunghe ricerche sulle materie prime, selezionate con grande attenzione e lavorate con tecnica e creatività. La qualità e costanza della cucina sono state il motore che ha portato all’ottenimento della Stella. L’alta cucina, da Procaccini, è un linguaggio accessibile senza essere semplificato, libero senza perdere rigore.