Dopo un rinnovo durato tre anni, Louis Vuitton ha presentato oggi la sua boutique completamente rinnovata, negli spazi storici di Palazzo Taverna in via Montenapoleone. Al suo interno non ci saranno solo borse e valigie: spazio anche all’alta gastronomia, con un ristorante e un caffè firmati nientemeno che dai fratelli Cerea.
Da Vittorio Café Louis Vuitton
Dove un centro sorgeva il cortile di Palazzo Taverna ora si erge il Cafè Da Vittorio, un vero e proprio giardino d’inverno nel cuore del Quadrilatero della Moda, con soffitto in vetro e pavimento in acciottolato bianco e nero disegnato da Martin Kline, sul quale si appoggiano eleganti arredi e una selva di piante, progettate dalla mano esperta del paesaggista Marco Bay. Una gioia per gli occhi prima ancora che per il palato.
Di quest’ultimo si occuperanno Chicco e Bobo Cerea, tristellati Michelin famosi in tutto il mondo con il loro ristorante Da Vittorio. L’alta cucina si mescola con l’alta moda e nascono snack di lusso come il toast marchiato (letteralmente) Vuitton: al suo interno tre tipi di pomodori, confit, essiccati e freschi, mozzarella e pesto, per un sapore italiano al punto giusto.

A questo piccolo capolavoro si aggiungono la gaufrette di granchio reale, il carpaccio con scaglie di grana e sei tipi di uova: scrambled di gallina, poached di quaglia, uova di salmone e caviale, serviti con spuma di patate, panna acida e una composta di mela saltata in padella. Per concludere in dolcezza i dessert firma dei cafè Vuitton, il trittico di vaniglia (vaniglia blu, del Madagascar e del Messico), l’entremets alla nocciola (disponibile anche al cioccolato fondente) e la charlotte di frutta di stagione aromatizzata alla fava tonka e vaniglia.
Ristorante DaV, il primo ristorante firmato Vuitton
Questa nuova apertura si porta dietro anche un’importante novità per il marchio parigino: in via Bagutta 1, indirizzo molto caro ai milanesi, dall’8 aprile aprirà DaV, il primo ristorante firmato Vuitton, sempre sotto la sapiente guida del duo Cerea,
In aria di Fuorisalone ci sarà anche l’occasione di presentare piatti, bicchieri e posate Art de la Table di Louis Vuitton, parte della nuova linea Constellation della maison. Il palazzo progettato da Piero Portaluppi sarà decorato nello stile elegante tipico di Vuitton, con attenzione ai dettagli e al riciclo: il legno del parquet arriva infatti da antiche abitazioni lombarde dismesse.

Sulla tavola tutto parla italiano: lo stile cerca l’informalità, con i piatti serviti al centro nello stile dei cicchetti veneziani, alla ricerca di una convivialità che smorzi il lusso e la compostezza francesi. Il marchio Vuitton ovviamente appare anche all’interno degli impiattamenti, come la forma del riso giallo dell’imprescindibile risotto allo zafferano con l’ossobuco, ispirata all’iconico fiore del monogramma della casa di moda.
Ovviamente tutto, dalle materie prime alla preparazione dei piatti è monitorata e approvata dai fratelli Cerea: i pomodori del celebre pacchero seguono la stagionalità, così come frutta e verdura delle altre preparazioni. Burro e formaggi arrivano dalle malghe delle montagne bergamasche, le stesse che servono anche la tavola di Da Vittorio.
Gli chef sono guidati nella cucina di DaV da Edoardo Tizzanini, con il supporto di Davide Galbiati (responsabile dello sviluppo cucina dei DaV), mentre la sala è guidata da Luigi Valentini, nello stile caloroso della famiglia Cerea e con l’eleganza parigina targata Vuitton.
