Sommario di questo articolo:
La Torre Velasca, uno dei simboli più amati (o odiati, in base a chi lo chiedete) di Milano è rinata dopo il lungo restauro sviluppato da Hines. Oggi la torre, progettata dal Gruppo BBPR nel 1995 come simbolo della Milano rinata dopo i bombardamenti, sembra destinata a grandiosi progetti, che coinvolgono la nuova anima di Milano: il mondo del food&hospitality.
Protagonista è il Sunset Hospitality Group, che all’interno di Torre Velasca ha grandi piani, che coinvolgono residenze di lusso, spazi benessere, uffici e, ovviamente, ristoranti. Se il piano terra ospiterà una sede della Pasticceria San Carlo, il 18° piano si prepara ad accogliere Mia, ristorante panoramico che promette di rubare uno dei migliori skyline della città.
Il primo ad aprire è però Sushisamba, che dal 28 gennaio 2026 conquista il primo piano della “torre con le bretelle”. Nato a New York nel 1999 (e protagonista di alcune scene dell’iconico Sex and The City) e diffusosi velocemente nel mondo con sedi a Dubai, Las Vegas, Singapore, Doha, Abu Dhabi, Riyadh, Londra, Edimburgo e Bahrain, il ristorante in stile Nikkei promette il mix sempre più amato nelle grandi capitali: ottimo cibo, vini e cocktail di alta fascia e soprattutto, grande intrattenimento.
Sushisamba alza la musica e abbassa le luci
Lo stile del locale promette e mantiene: le luci sono soffuse e puntuali, giusto quel tanto che basta per distinguere cosa si ha nel piatto, il legno caldo si mescola a dettagli coloratissimi e alle pareti ricoperte di vegetazione. L’immersione nel jungle chic è totale.

Altro punto caratteristico è la musica: il dj scalda l’atmosfera durante l’aperitivo al banco, con signature drink dedicati alle tre culture fondatrici di Sushisamba: Perù, Brasile e Giappone. In carta anche cocktail che giocano con i grandi classici della mixology declinandoli in chiave nippo-tropicale.
La musica si alza una volta arrivati al tavolo. Domina l’idea della condivisione, con Aperitivos a base di edamame, tempura sfiziose di pesce o vegetali e Small Plates come i gyoza di wagyu giapponese. Le materie prime sono di altissimo livello, anche se a volte sepolte da condimenti eccessivi.
La selezione di crudi spazia dalla tradizionale seviche di ispirazione peruviana a base di tonno, branzino, orata e tofu, da abbinare a mais peruviano, quinoa croccante e, per i più esosi, a caviale Osietra o Beluga.

Il ritmo del Dj set accelera quando arriva a tavola la Robata, la tradizionale griglia giapponese a carbone. Qui la ricerca per gli ingredienti si gode al suo massimo, con gli anticuchos di branzino e black cod, tagli pregiati di wagyu e croccanti verdure grigliate, dal cavolfiore arrosto ai broccolini fino alla manioca.
I piatti ricalcano la tradizione sudamericana e la raffinatezza giapponese, con un occhio prezioso riguardo la scelta per intolleranti e vegetariani, oltre a una selezione interessante di mocktail per chi non può o non vuole bere alcolici.
La Sambaroom
Si dovrà attendere ancora qualche giorno per il pezzo forte del Sushisamba: la Samba. Al termine della cena, quando il Dj è in fiamme, i commensali potranno spostarsi nella Sambaroom, un’area più intima dove proseguire la nottata tra drink, ballerini, percussioni e dj.

L’anima di Sushisamba è quella di un locale che non dorme mai, dove la cena è solo una fase della serata. L’orario di chiusura in settimana è la mezzanotte, che prosegue all’una durante il weekend.
Quanto costa
Prezzo medio dell’esperienza? Dipende dai piatti ordinati e, soprattutto, dalla selezione di drink e vini. I cocktail vanno dai 12 ai 18€, mentre il menu varia dai piatti in condivisione, che ondeggiano tra i 9 e i 35€ fino ai 100€ della Robata con i migliori ingredienti.
