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Se c’è un posto a Milano dove la cucina incontra la sostenibilità con eleganza (e gusto da stella), è Horto. Un’oasi serena nel traffico della metropoli, dove una terrazza con vista a 360° fa da contorno a una cucina curata nel più piccolo dettaglio e fedele alla filosofia dell’Ora Etica.
Il nuovo menù primaverile, pensato anche per i vegetariani, conferma il perché Horto continui a ricevere riconoscimenti dalla Guida MICHELIN, che gli ha confermato anche per il 2025 sia la Stella che la Stella Verde per la sostenibilità.
A guidare la cucina, la mente visionaria di Norbert Niederkofler, che affida la direzione esecutiva allo chef Alessandro Pinton (giovanissimo, ma con esperienze stellate alle spalle) e al sous chef Manuele Garello. Il risultato? Una proposta che cambia con le stagioni e sa raccontare storie di territorio, bellezza e rispetto.
Un’oasi verde (e gourmet) nel cuore di Milano
Horto si trova nel rooftop del palazzo The Medelan, in via San Protaso 5, a due passi da piazza Cordusio. Una terrazza dove natura e architettura si fondono in perfetto equilibrio. Qui tutto è pensato per offrire una pausa dal caos urbano: il legno recuperato dalle botti di aceto, l’intonaco fatto con gli scarti del riso, la cucina a vista. Ma soprattutto, qui regna l’Ora Etica.
Cos’è? Un approccio che dà valore al tempo, al territorio e alla sostenibilità concreta. Niente greenwashing: qui si lavora con piccoli produttori a massimo un’ora da Milano, si usano solo ingredienti stagionali e ogni piatto è pensato per ridurre gli sprechi. Anche l’acqua è a impatto zero: niente bottiglie, solo filtrata, e ogni litro venduto sostiene la costruzione di pozzi in Africa.
La proposta gastronomica di Horto abbraccia tutta la giornata, dalla colazione (di cui abbiamo parlato in un altro articolo) fino alla cena, passando per i gustosi aperitivi serviti tra le piante della terrazza, che dalla vista sulla Galleria e la Madonnina passa ad aprirsi sul Castello Sforzesco e sui grattacieli dello skyline più moderno di Milano.
Il nuovo menù di primavera
Il nuovo menù, studiato dall’intera brigata di cucina (perché l’ora etica passa anche nel rapporto con i dipendenti e al rispetto del lavoro sia di chi si occupa della cucina sia di chi è in sala, e questa complicità si respira durante tutto l’arco del servizio, grazie anche alla cucina a vista e alla possibilità di cenare o pranzare a tu per tu con lo chef e i suoi collaboratori.
I menù si combinano in tre percorsi, con piatti studiati per esaltare i prodotti di stagione ed enfatizzare lo spirito della primavera, così ricca di spunti vegetali da portare in tavola.
La Primavera

Ph. Christian Bazzo

Ph. Christian Bazzo
Il menù “La Primavera” è un percorso raffinato ma sorprendentemente accessibile, dove le protagoniste sono le primizie. La fava alla brace con salmerino e bernese all’acetosella è un antipasto che gioca sulla delicatezza e l’equilibrio acido. Poi arrivano gli spaghettoni all’anguilla con piselli novelli e limone nero: un piatto che sa essere intenso ma anche fresco, con il dolce vegetale dei piselli a dare nuova vita all’anguilla. Chiusura perfetta con il dessert orzo, caramello e nuvole di latte, nato da una suggestione in una giornata di nuvole basse sulle Dolomiti, patria dello chef Niederkofler.
L’Ora Etica

Ph. Christian Bazzo

Ph. Christian Bazzo
Se avete tempo e voglia di esplorare fino in fondo il mondo di Horto, scegliete il menù “L’Ora Etica” (5 o 7 portate), che permette di fare un vero viaggio tra le sorprendenti combinazioni che questa filosofia porta nel piatto. Tra i piatti spiccano la trota iridea con fagiolini variegati e agresto — un’esplosione di freschezza e acidità — e soprattutto il risotto Carnaroli con asparagi rosa e verbena odorosa, cremoso ma profumatissimo, con una sorpresa finale sul fondo: un letto di miso, prodotto in casa. E chi conosce il miso sa che per essere prodotto occorre fino a un anno di pazienza.
Vegetali Mon Amour

Ph. Christian Bazzo

Ph. Christian Bazzo
L’alternativa vegetariana ai percorsi del menù, ma senza alcuna rinuncia, anzi con piatti che esaltano maggiormente la ricchezza che la stagione primaverile dona in fatto di vegetali dai colori pieni e incredibilmente allettanti. Da provare assolutamente i tagliolini con fiori di zucca, agretti ed erba Camembert: un piatto vegetale che non ha nulla da invidiare a portate più “importanti”. È primavera nel piatto, con leggerezza, colore e una tecnica impeccabile.
Vino? Kombucha? C’è pairing per tutti i gusti
Ogni percorso può essere accompagnato da una selezione di vini curata dal sommelier, con etichette prevalentemente lombarde, oppure da un originale Pure Pairing analcolico a base di kombucha e infusi fatti in casa. Si possono osservare in fermentazione direttamente al banco, come un elegante arredo naturale.
Molto interessante la parte legata alla mixology, disponibile sia durante i pasti che come scelta di signature drink durante l’aperitivo. Da provare il Kombucha&Fizz, con Gin Martin Miller, succo di limone bio del Garda, miele di millefiori Riserva San Massimo, albume o acqua faba, kombucha di carote viola e oli essenziali di bergamotto, o l’Americano Fermentato, con Vermouth rosso Carlo Alberto riserva, bitter Campari, spuma di kombucha agli agrumi e oli essenziali di cedro.
